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Locarnese
Alluvione in Vallemaggia, due anni di interventi e ricostruzione
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Red. Online
5 ore fa
La tragedia, costata la vita a otto persone, ha anche causato ingenti danni al territorio: a essere colpiti sono stati oltre cento edifici, case, aziende agricole e rustici – Tutte le opere urgenti di competenza cantonale sono stata avviate o concluse, fa sapere il Consiglio di Stato

A due anni dalla tragica alluvione che ha devastato la Vallemaggia, il Consiglio di Stato ha tenuto oggi una conferenza stampa per fare il punto sullo stato di ripristino e ricostruzione. Per l’occasione hanno partecipato Claudio Zali, presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento del territorio (DT), Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni e direttore incaricato della Divisione delle costruzioni (DT), Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), nonché i sindaci di Cevio e Lavizzara, Wanda Dadò e Gabriele Dazio. A comunicarlo il Governo in una nota odierna.

Conseguenze drammatiche

Le conseguenze dell’alluvione sono state drammatiche, sia in termini delle otto vite umane perse che degli ingenti danni al territorio, dove a essere colpiti sono stati oltre cento edifici, case, aziende agricole e rustici – in gran parte situati fuori dalle zone edificabili – di cui quindici risultavano distrutti o severamente danneggiati. A seguito dell’evento, le Autorità cantonali e comunali – sotto la direzione dello Stato Maggiore Regionale di Condotta – si sono attivate con grande tempestività per avviare gli interventi urgenti necessari a ristabilire i servizi essenziali, tra cui figurano il ripristino della viabilità lungo la rete stradale cantonale e sulle strade principali, la realizzazione del ponte provvisorio di Visletto, nonché il ripristino dei servizi di approvvigionamento idrico e di smaltimento delle acque. Interventi resi possibili anche grazie alla collaborazione dell’esercito e della protezione civile, nonché delle ditte locali.

Aggiornate la zone di pericolo

A due anni dall'evento, tutti gli interventi urgenti di competenza cantonale sono stati avviati o conclusi. Parallelamente sono stati aggiornati i principali Piani delle zone di pericolo della Valle Bavona (Comune di Cevio) e del Comune di Lavizzara, strumenti fondamentali per accrescere la sicurezza del territorio e orientare le future scelte pianificatorie. Fra le opere già realizzate figurano il ripristino delle sorgenti di acqua potabile nei Comuni di Cevio (sorgente Chiall) e Lavizzara (sorgente Soveneda), il ripristino delle strade cantonali danneggiate, gli interventi di premunizione contro frane e colate detritiche, la sistemazione dei boschi di protezione, il recupero del legname presente negli alvei e il ripristino delle strade forestali. Sono inoltre in corso importanti progetti di delocalizzazione di abitazioni e aziende agricole situate nelle aree maggiormente esposte ai pericoli naturali, con l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza alle persone e alle attività economiche.

Il nuovo ponte di Visletto

Tra le opere più significative figura la ricostruzione del ponte di Visletto, crollato durante l'alluvione e destinato a tornare pienamente operativo nel novembre 2026. Il nuovo manufatto, lungo 146 metri e largo 8 metri, rappresenta molto più di un semplice collegamento stradale. Costruito secondo criteri moderni di sicurezza, sostenibilità e integrazione paesaggistica, il ponte garantirà una migliore resilienza delle infrastrutture e ospiterà al proprio interno le principali reti di servizio indispensabili per il funzionamento della valle, dalle telecomunicazioni all'approvvigionamento idrico ed energetico. Accanto alla realizzazione del ponte sono in corso interventi di sistemazione idraulica del fiume Maggia e di riqualifica paesaggistica dell'intero comparto, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza, valorizzare il paesaggio e restituire nuovi spazi di fruizione alla popolazione. L'investimento per il nuovo ponte ammonta a circa 9 milioni di franchi, ai quali si aggiungeranno ulteriori interventi di sistemazione e valorizzazione dell'area.

Danni per 100 milioni

Un'attenzione particolare è stata dedicata anche al settore agricolo, duramente colpito dall'alluvione. Ventiquattro aziende agricole hanno subito danni e tre sono state addirittura distrutte. In collaborazione con i Comuni, le organizzazioni agricole e i servizi cantonali competenti, sono stati avviati importanti interventi di ripristino dei terreni danneggiati e di sostegno alle aziende colpite, con l'obiettivo di garantire loro la continuità delle attività. Le stime aggiornate indicano danni e costi complessivi di ricostruzione pari a circa 100 milioni di franchi. Di questi, 44,5 milioni sono assunti dal Cantone: 26,9 milioni riguardano interventi su infrastrutture cantonali, mentre 17,6 milioni sono destinati agli enti locali sotto forma di sussidi. La Confederazione contribuisce attualmente con 14,3 milioni di franchi attraverso i consueti strumenti di sostegno.

Il nodo dell'aiuto straordinario

Resta inoltre tuttora pendente presso le Camere federali la proposta di aiuto straordinario avanzata dal Consiglio federale, finalizzata a partecipare alla copertura dei costi rimanenti a carico degli enti locali, che ammontano attualmente a 41,2 milioni di franchi. Rimangono inoltre in fase di progettazione alcuni interventi particolarmente complessi, mentre ulteriori messaggi governativi saranno necessari per completare il programma di ricostruzione e di adattamento del territorio.

Un territorio più resiliente

A distanza di due anni dall’alluvione è stato compiuto un lavoro significativo, reso possibile dagli sforzi congiunti di tutti: Comuni, Patriziati, Confederazione, Cantone e cittadini. La ricostruzione della Vallemaggia non si limita al ripristino delle infrastrutture danneggiate. Gli interventi in corso mirano infatti a rendere il territorio più sicuro, resiliente e preparato ad affrontare eventi naturali estremi sempre più frequenti. Il Consiglio di Stato, infine, ha rinnovato la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le persone che hanno subito le conseguenze dell'alluvione, ribadendo l'impegno delle istituzioni nel completare il percorso di ricostruzione e rilancio della regione.