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Ticino
All’Usi si punta sul distanziamento
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Di principio non sarà imposta la mascherina all’Università della Svizzera italiana, che sarà usata solo laddove è impossibile mantenere le distanze

L’Università di Friburgo ha deciso di introdurre l’obbligo di mascherina per le lezioni del prossimo semestre durante le quali non potrà essere rispettato il distanziamento sociale. A settembre, quindi, nei corsi che non potranno essere pianificati in aule sufficientemente ampie, i volti degli studenti saranno coperti.

E in Ticino? Come indica il piano di protezione di swissuniversities, sono state introdotte delle norme di organizzazione e di comportamento. In particolare, già oggi, è prevista la raccomandazione di mascherina laddove non può essere garantita la distanza tra gli studenti. Ma l’Università della Svizzera italiana ha deciso di puntare in primo luogo su spazi e modalità formative: “L’Usi ha adottato il principio di garantire in ogni aula la distanza di sicurezza attraverso la riorganizzazione di spazi e orari e la modalità mista in presenza/online”, spiega l’Università da noi contattata.

Sarà quindi solo in casi particolari, visto che sarà sfruttato anche la giornata di sabato per diradare la griglia oraria, che gli studenti saranno invitati a proteggersi ulteriormente. In ogni caso, l’ateneo ha costituito un groppo di lavoro ad hoc sul tema: “Al momento sono in corso di valutazione ulteriori misure in vista della ripresa delle lezioni, ad esempio la raccomandazione di installare l’app SwissCovid”, conclude l’Usi.

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