
All’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale OSC “si è ben recepito il voto popolare “Prima i nostri” e si favorisce l’impiego di personale indigeno”. L’evoluzione indica che nel 2013 i dipendenti nominati o incaricati frontalieri presso l’OSC non svizzeri rappresentavano il 18.18% degli effettivi, nel 2017 erano il 16.23% e al 1° agosto 2019 il 15.04%. Più in dettaglio, le unità di personale attribuite all’OSC al 1° agosto 2019 sono 494.11 di cui 74.30 frontalieri e 11.85 svizzeri residenti in Italia.
Sono le cifre snocciolate dal Governo nel rispondere all’interrogazione parlamentare dello scorso 10 agosto in cui il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva chiesto lumi sull’incarico ad interim quale Direttrice delle cure dell’attuale Responsabile delle cure infermieristiche OSC, frontaliera. Nella risposta, il Consiglio di Stato ha innanzitutto stigmatizzato che le generalità della collaboratrice siano state citate nell’atto parlamentare, poi ripreso dagli organi di stampa, e questo solo perché residente oltre confine.
“Dopo quasi venti anni di apprezzato lavoro presso l’OSC quale infermiera senza specialità (2000-2002), infermiera con specialità (2002-2004), infermiera insegnante assistente (2004-2011) e quale responsabile della gestione infermieristica OSC dal 1° settembre 2011, riteniamo inoltre doveroso maggior rispetto nei confronti di una funzionaria cantonale che nel 2014 ha pure ottenuto presso l’Università della Svizzera Italiana il Master in Advanced Studies (MAS) in economia e management sanitario e sociosanitario (Net-Megs). La professionalità, le competenze e l’impegno della collaboratrice sono riconosciuti sia all’interno che all’esterno dell’OSC”, ha precisato il Governo.
La collaboratrice incaricata ad interim è da quasi 8 anni la responsabile della gestione infermieristica presso l’OSC, funzione che è assimilabile a quella di vice del direttore delle cure OSC per quanto concerne la gestione infermieristica. Dal profilo delle competenze professionali e della funzione ricoperta, “era quindi la persona più indicata per garantire la continuità, considerati anche gli anni in cui ha strettamente collaborato con il direttore delle cure OSC ora in pensione”. Per questo motivo, spiega il Governo, l'incarico interinale è stato assegnato a questa collaboratrice, che peraltro non ha partecipato al concorso che ha portato alla nomina, il 25 settembre scorso, della nuova direttrice delle cure.
In conclusione, l’impiego di collaboratori frontalieri si rende necessario “in quanto sul mercato locale, come in altre strutture sanitarie o sociosanitarie cantonali, si riscontrano difficoltà a reperire personale medico e infermieristico qualificato indigeno in numero sufficiente per far fronte al fabbisogno”. Tra l’altro, per attirare operatori sanitari residenti, dal 2017 l’OSC pubblica i concorsi per infermieri senza richiedere necessariamente il diploma, ma solo la frequentazione del terzo anno di formazione, permettendo così ai giovani diplomandi residenti di poter concorrere già prima dell’ottenimento del titolo di studio. “Va da sé che questa prassi ha anche un costo perché accresce l'assunzione di personale neo-diplomato e senza esperienza che deve essere formato, con un investimento in tempo e denaro oltre che con un impegno supplementare da parte dei colleghi”.
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