Cerca e trova immobili
Ticino
Allontanato un minatore italiano
Allontanato un minatore italiano
Allontanato un minatore italiano
Redazione
8 anni fa
Il TRAM ha respinto il ricorso di un 56enne Italiano: "Il centro dei suoi interessi non è qui in Ticino"

Il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) ha confermato l’espulsione, decisa dalla Sezione della popolazione, di un 56enne minatore italiano che aveva lavorato presso il cantiere AlpTransit a Sigirino. L’uomo era arrivato in Svizzera il 5 aprile 2004 ottenendo dapprima un permesso di dimora temporaneo L e, dal 15 marzo 2005, un permesso B, rinnovato fino al 14 marzo 2015. Un mese prima della scadenza l'operaio aveva chiesto il rilascio di un permesso di domicilio.

Interrogato dalla Polizia cantonale in merito a tale richiesta, il 25 marzo 2015 l'interessato aveva dichiarato di risiedere a Sigirino in una semplice stanza degli alloggi per il personale del villaggio del cantiere AlpTransit e di raggiungere regolarmente ogni fine settimana sua moglie e suo figlio in Italia, dove risulta proprietario di un'abitazione unifamiliare. Il 56enne aveva inoltre confermato di non disporre di sostanza in e di voler tornare a vivere stabilmente oltreconfine una volta raggiunta l’età pensionabile.

Fondandosi su tali riscontri, il 23 maggio 2016 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni gli aveva negato il rilascio del permesso di domicilio richiesto, non rinnovandogli nel contempo quello di dimora nel frattempo scaduto, ritenendo che il centro della vita e degli interessi del 56enne fosse all'estero. Tale decisione era stata confermata su ricorso il 31 maggio 2017 dal Consiglio di Stato e il minatore si era così rivolto al TRAM.

La corte Cantonale, con decisione del 22 gennaio scorso, ha però respinto il suo ricorso confermando la decisione del Consiglio di Stato. “Alla luce delle inequivocabili affermazioni rilasciate alla Polizia cantonale - hanno concluso i giudici Matteo Cassina, Matea Pessina e Sarah Socchi - si può senz'altro ritenere che da parecchi anni il centro dei suoi interessi non si trova nel nostro Paese bensì in Italia”. Il 56enne, in sostanza, si comporterebbe alla stregua di un lavoratore frontaliere disattendendo quindi le condizioni per le quali gli era stato rilasciato un permesso di dimora, ovvero quelle di risiedere stabilmente in Ticino.

Il ricorrente, si legge nella sentenza, aveva inutilmente tentato di convincere la corte di aver preso in locazione un appartamento in cui avrebbe dovuto vivere con la moglie, senza però presentare alcuna prova.

Contro la sentenza del TRAM, ricordiamo, il minatore ha facoltà di ricorrere al Tribunale federale entro il termine di 30 giorni dalla notifica.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata