Cerca e trova immobili
Ticino
Allontanata un'infermiera tossicodipendente
Allontanata un'infermiera tossicodipendente
Allontanata un'infermiera tossicodipendente
Redazione
9 anni fa
La donna, in Ticino da quando aveva 12 anni, era stata più volte condannata per droga. Dovrà tornare in Bosnia

Il Tribunale federale ha confermato l'espulsione dalla Svizzera di una cittadina della Bosnia ed Erzegovina che era giunta nel nostro Paese nel 1991, quando aveva 12 anni, insieme ai genitori.

In Ticino si è diplomata come infermiera odontoiatra ed ha sempre esercitato questa professione. Solo che, a causa dei suoi problemi di tossicodipendenza, è stata più volte ammonita e condannata, tra il 2006 a il 2016, sempre per droga.

Dopo l'ennesima condanna a una pena sospesa, nel marzo 2015 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino ha quindi deciso, per motivi di ordine pubblico, di non rinnovarle il permesso di dimora e di intimarle di lasciare la Svizzera.

Il provvedimento è stato in seguito confermato sia dal Consiglio di Stato che dal Tribunale cantonale amministrativo, pronunciatosi in merito nel settembre 2017.

La donna, patrocinata dall'avvocato Mattia Bordignon, si è quindi appellata ai giudici federali, spiegando di non avere più parenti nel Paese di origine, dove inoltre, a suo dire, non potrebbe seguire trattamenti contro la tossicodipendenza. Infine sottolineava di aver sempre lavorato e di non avere mai dipeso dall'aiuto sociale.

I giudici di Losanna hanno però ritenuto che, "viste le molteplici condanne penali, accompagnate da ammonimenti anche da parte delle autorità amministrative, non si può certo dire, come preteso nell'impugnativa, che l'integrazione della ricorrente sia indubbia."

Inoltre nella sentenza del Tribunale federale si legge che "avendovi vissuto fino all'età di 12 anni", la ricorrente "conosce comunque lingua e cultura della Bosnia ed Erzegovina", dove "la formazione seguita in Ticino potrà essere di aiuto anche dal punto di vista professionale."

Infine i giudici scrivono che "la ricorrente, che sottolinea di essere sempre stata impegnata professionalmente e finanziariamente indipendente, non ha in realtà esitato a compiere reati anche per trarre dei vantaggi economici rispettivamente per finanziare i suoi consumi" e che "finché non sarà uscita definitivamente dallo stato di dipendenza, nemmeno il pericolo di recidiva può essere escluso."

Per questi motivi il Tribunale federale ha respinto il ricorso della donna, ponendo a suo carico le spese giudiziarie di 2'000 franchi.

(Sentenza 2C_895/2017).

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata