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Ticino
Allontanata "ma umana comprensione per la sua situazione"
Allontanata "ma umana comprensione per la sua situazione"
Allontanata "ma umana comprensione per la sua situazione"
Redazione
8 anni fa
Confermato il mancato rinnovamento del permesso B di una cittadina colombiana che sarebbe stata maltrattata dal marito

Nulla da fare: nonostante un ricorso in ultima istanza al Tribunale federale (TF), in cui aveva evidenziato presunti maltrattamenti subiti dall’ex marito, una cittadina colombiana dovrà definitivamente lasciare la Svizzera.

I giudici di Mon Repos hanno infatti dato ragione al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), che a sua volta aveva confermato la decisione della Sezione della popolazione del 20 maggio 2015 di non rinnovarle il permesso di dimora. La suddetta autorizzazione di soggiorno le era stata concessa nel 2012, in seguito al matrimonio con un cittadino elvetico. La coppia, tuttavia, si era separata 3 anni più tardi. Durante un interrogatorio davanti al Giudice civile competente riguardo alla loro situazione matrimoniale, entrambi avevano dichiarato di avere già cessato la comunione domestica una prima volta tra il novembre 2013 e il febbraio 2014 e di non vivere più insieme dal mese di luglio 2014.

La donna si era opposta al mancato rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno e aveva sostenuto di avere un diritto al rinnovo del permesso B in base all'art. 50 LStr, secondo cui un permesso di dimora può essere prorogato se gravi motivi personali - come ad esempio l’essere stato vittima di violenza nel matrimonio - rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera.

La Corte federale ha però precisato che la violenza coniugale (fisica o psichica) "deve assumere una certa intensità e i maltrattamenti devono di principio avere un carattere sistematico". Sebbene un'applicazione dell'art. 50 è possibile anche "in un caso di violenza isolato ma particolarmente grave", nel suo non è stato riscontrato alcun episodio analogo. "Negli stralci del verbale di una deposizione resa quando la coppia viveva oramai separata non viene fatto riferimento a nessun tipo di violenza fisica o psichica, con la ricorrente che ha soltanto riferito di animate discussioni tra i coniugi rispettivamente di attacchi verbali da parte del marito", si legge nella sentenza del 24 ottobre scorso pubblicata oggi.

Il TF ha ritenuto che i fatti – "dai quali non è ravvisabile né il sistematico maltrattamento né la costanza o l'intensità richiesti dalla giurisprudenza" - sono stati valutati in maniera "che non appare arbitraria" dal TRAM e pertanto, "pur avendo umana comprensione per la situazione dell'insorgente", ha concluso "che non sono date le condizioni per riconoscere il diritto della ricorrente alla permanenza in Svizzera".

nic

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