
La fase più intensa è alle spalle, «ma il vento continuerà a farci compagnia fino alla metà della prossima settimana», parola di MeteoSvizzera. Dalle 15 di mercoledì e fino alle 15 di domani, nel Ticino centro-meridionale è valida l’allerta vento di livello tre, con la fase più acuta dell’evento ormai superata, essendo stata registrata nella giornata di oggi: «venti che hanno soffiato oltre i 100 all’ora in montagna, toccando nel pomeriggio i 102 sul Matro e i 116 sul Monte Generoso; mentre in pianura, da Biasca in giù, l’aria ‘viaggiava’ tra i 70 e i 90 km/h, con punte attorno ai 100».
Puntuali sono arrivati anche i disagi, come alcune piante cadute a Pregassona, Vezia e Brusino. Mentre a Manno, in via Vedeggio, il rivestimento delle pareti di uno stabile si è staccato rendendo necessario l'intervento dei Pompieri di Lugano per la messa in sicurezza. Non si registrano conseguenze per le persone, ma unicamente danni materiali.
Domani, ci spiegano da Locarno Monti, «terminerà l’allerta, ma questo non significa che il vento cesserà: in mattinata sono previste raffiche che possono toccare i 60 chilometri orari e fino alla metà della settimana prossima restiamo sotto condizioni favoniche, quindi con vento da nord». Non solo, perché «anche se è presto per dirlo con certezza, tra lunedì e martedì potrebbe aumentare l’intensità del fenomeno». Favonio che in questo caso non è sinonimo di ‘vento caldo’. Il motivo? «La massa d’aria di partenza in questo caso era molto più fredda, per questo si parla di vento da nord».
Vista la situazione oggi è arrivato anche il divieto assoluto di accender fuochi all’aperto valido per il Canton Ticino e il Moesano. Lo ha comunicato la Sezione forestale, spiegando che la decisione è stata presa «valutando l’evoluzione dello stato della vegetazione in relazione al rischio d’incendio di boschi».
Se a sud delle Alpi protagonista a livello meteorologico è stato il vento, a nord è stata la neve. «Questa situazione di sbarramento da nord non è nuova per il mese di marzo», precisa MeteoSvizzera. «Particolare è invece il fatto che oltre Gottardo è arrivata aria fredda di origine polare, portando fino a mezzo metro di coltre bianca nelle regioni a ridosso della cresta alpina principale, mentre alle nostre latitudini è arrivato il vento da nord, con raffiche importanti praticamente su tutto il territorio, soprattutto a bassa quota». Insomma, marzo si è ancora una volta confermato un mese «pazzerello» difficile da prevedere anche per gli esperti.

