
Il settore vitivinicolo questa volta è uscito indenne dall’ondata di freddo che ha attraversato la Svizzera. Le temperature sono rimaste sufficientemente lontane dallo 0, risparmiando le viti nel fondamentale periodo della fioritura. “Possiamo dire di poter tirare un sospiro di sollievo - ha affermato il presidente di Federviti Giuliano Maddalena ai microfoni di TeleTicino - perché non ci sono stati danni particolari. Anche se avvicinandoci molto allo 0 il rischio è stato grande, per fortuna alla fine siamo stati risparmiati.
Pericolo scampato, per un soffio. Nel Mendrisiotto infatti è ricomparsa la brina e si è arrivati ad una temperatura minima di un grado. Nei filari della tenuta Bally a Vezia, invece, precauzionalmente sono state accese delle candele per combattere il freddo. Scene inedite alle nostre latitudini. “Direi che ha fatto scuola l'esperienza di due anni fa - ha dichiarato Maddalena - quando non solo il Ticino ma anche il resto della Svizzera era stata colpita dal gelo. Le misure messe in atto quest'anno le abbiamo tratte da quell'occasione.”
Difficile scordare il 2017. Un’annata orribile per i viticoltori ticinesi. Quell’anno a Sud delle Alpi furono colpiti 100 ettari di vigneti, con perdite fino al 100% e un danno superiore al milione di franchi in Ticino, stimato a 100 milioni in tutto il paese. In quell'occasione anche l’agricoltura fu colpita dal gelo, quest'anno invece è stata risparmiata. Sul Piano di Magadino il problema più diffuso è stato il vento che domenica e ieri ha sollevato i teli che proteggono le coltivazioni. Fortunatamente per i prossimi giorni MeteoSvizzera ha previsto notti più miti.
I viticoltori seguono l’evolversi del tempo e sperano che il 2019 sia più propizio rispetto agli ultimi due anni. Perché se nel 2017 ci fu il gelo, lo scorso anno le lunghe precipitazioni primaverili favorirono la proliferazione della peronospora, con perdite fino al 60-80% dei grappoli. “Abbiamo bisogno di un cambiamento della temperatura - ha sottolineato Giuliano Maddalena - perché se va avanti così il raccolto sarà molto posticipato. In ogni caso si annuncia un'estate calda, quindi speriamo di poter recuperare bene.”
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