
Si sapeva che le decisioni sugli allentamenti avrebbero diviso e così è stato. Il mondo economico voleva e chiede di più, con la ristorazione in prima fila, mentre il mondo sanitario continua a invocare prudenza. Ma cosa pensano i partiti ticinesi? Teleticino ha tastato il polso dei partiti di governo. I più critici sono i liberali.
“Il Consiglio federale ha preso tempo e forse ha perso tempo”, commenta il presidente Alessandro Speziali. Le critiche del Plr sono riservate soprattutto alle decisioni sulla ristorazione: “Capisco il grosso problema e lo sconforto di questo settore”, spiega Speziali, il cui partito ha lanciato una petizione online per chiedere una riapertura in tempo per la Pasqua. “Siamo delusi che per questo settore non ci sia un orizzonte chiaro”.
Il Partito socialista, invece, saluta positivamente la riapertura graduale e cauta. “Sono felice che non abbia ceduto alle forti pressioni delle lobby economiche e dei partiti di destra”, afferma la copresidente Laura Riget. Riaprire troppo rapidamente, ha aggiunto la copresidente del Ps, porterebbe il rischio di commettere nuovamente l’errore fatto in uscita dalla prima ondata. E per la ristorazione. Riget chiede aiuti più sostanziosi e più facili da ottenere: “Siamo uno dei Paesi più ricchi al mondo, la Banca nazionale ha fatto 21 miliardi di utile l’anno scorso. I soldi ci sono usiamoli in questa situazione straordinaria”.
In casa Lega, Boris Bignasca sposa la linea della prudenza, ma invoca un “piano vaccinale che deve essere messo in moto in maniera veloce”. E aggiunge: “Queste riaperture devono essere accompagnate anche da un piano per la ripartenza economica”. Pur non citando la ristorazione, Bignasca ritiene tuttavia che, nel lavoro di compromesso del Consiglio federale, “qualche riapertura in più si poteva forse fare”.
Anche il presidente Ppd Fiorenzo Dadò è per la cautela: “È facile dire apriamo tutto, poi se fra tre settimane gli aumenti fossero notevoli significherà un grossissimo problema, perché sappiamo cosa significa chiudere tutto”. Tuttavia, anche lui per la ristorazione avrebbe preferito qualche concessione: “Anche per tutto quello che hanno fatto questo autunno, per gli investimenti che hanno fatto, se lo meritavano. E credo che si potesse fare senza dei grossissimi problemi. Penso che potrebbero osare di più con l’inizio di marzo”.
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