
“I Verdi non devono congiungere la lista con il PS per le elezioni nazionali”. Lo dice il numero uno degli ecologisti Sergio Savoia, precisando però, che questa è la sua opinione personale e che la decisione definitiva spetta alla direzione e al comitato cantonale del partito. Ma, insomma, se a sbilanciarsi con tanta nettezza è il presidente dei Verdi, la cui posizione è uscita nettamente rafforzata dal successo elettorale, beh, l’opinione diventa notizia. Una notizia che non coglie di sorpresa. Prima delle elezioni la svolta autonomista dei Verdi, incarnata proprio da Savoia, aveva provocato fortissime tensioni con i socialisti. E, immediatamente dopo il risultato delle urne, quando da casa PS giungevano ramoscelli d’ulivo, proprio per ricompattare il fronte in vista delle nazionali, il coordinatore aveva risposto con un gelido “ora è tardi”. Oggi, invece, la porta si chiude. “Per i Verdi - spiega Savoia – sarebbe un suicidio politico allearsi con il PS. Tanti ticinesi ci hanno dato fiducia proprio per la nostra linea alternativa e autonoma dai socialisti. Una congiunzione a ottobre risulterebbe giustamente incomprensibile. Inoltre, noi non dobbiamo spostarci politicamente a sinistra. Dobbiamo anzi coprire lo spazio che in Svizzera viene coperto dai Verdi liberali. E che in Ticino, anche grazie alle posizioni che abbiamo preso ad esempio in materia di fiscalità, Europa, sindacati e sicurezza, possiamo continuare a coprire noi”. Ma questo no al PS, chiediamo infine, riguarda solo le nazionali? “No, e la ringrazio per la domanda. Finché io sarò coordinatore dei Verdi la scelta strategica che proporrò è questa: nessuna congiunzione o lista comune con nessuno. Dunque, questo discorso, vale per le Nazionali, per le comunali e per le cantonali, fra quattro anni. Ne approfitto per dirlo ora. E spero di non doverlo ripetere più”.AELLE
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