
Rinnovare le promesse nuziali o separarsi con addebito? Secondo i ben informati l’ora della verità per Lega e Udc era in agenda ieri, domenica 21 giugno. Quando sì, effettivamente personaggi di spicco leghisti si sono trovati e confrontati su vari temi, compresi i nomi dei possibili candidati e di chi si è già messo a disposizione – leggasi, i due consiglieri di Stato. Raggiunto da TeleTicino, però, il coordinatore Daniele Piccaluga è stato lapidario: una risposta, ha detto, ancora non c’è. Aggiungendo che, verosimilmente, la questione sarà direttamente rimessa all’assemblea del movimento prevista nel corso dell’estate.
Il veto a Zali e i prossimi passi
Se i vertici di via Monte Boglia si presenteranno a questo appuntamento difendendo già dei profili e una visione chiara sull’alleanza, ancora non è dato sapere. Quel che si sa invece da tempo è su chi incombe il veto dell’Udc: il consigliere di Stato Claudio Zali, la cui possibile candidatura resta dunque a tutti gli effetti ancora sul tavolo. La domanda sorge però spontanea: fino a quando i democentristi saranno disposti ad attendere una risposta, Zali sì, Zali no? Viceversa, fino a che momento Piccaluga e i suoi lasceranno aperto lo spiraglio con questo diktat? Secondo indiscrezioni raccolte, la non decisione di ieri e l’intenzione di deferire la pratica all’assemblea è già stata comunicata a chi di dovere.
Verso la separazione?
Considerando che alle prossime Cantonali mancano ormai dieci mesi e tra i partiti è tempo di attivarsi con le rispettive Commissioni cerca, è verosimile che all'interrogativo alleanza sì, alleanza no si avrà presto, prestissimo una risposta. E la separazione per addebito, ora come ora, appare decisamente come il finale più quotato.

