
Viene definita allarmante la situazione di un comune che ha un debito pubblico pro capite di 5mila franchi. Quello di Lugano, nel 2016, rischia di superare i 15'000 franchi. La città è all’angolo, strozzata da cifre da capogiro. Di fatto per Lugano non esiste nessuna capacità d’investimento, se non continuando ad indebitarsi. A Palazzo Civico è suonato l’allarme rosso e il municipio oggi, dopo una maratona di un giorno e mezzo chinato sui conti, ha illustrato un quadro allarmante e un piano d’intervento severissimo. La situazione descritta da Marco Borradori verrà affrontata con una strategia ad ampio raggio. Un piano che prevede il pareggio della gestione corrente e il rientro dei conti entro il 2018. Con un autofinanziamento positivo, o perlomeno neutro, entro il 2015. Attualmente Lugano è una città priva di qualsivoglia possibilità di fare politica. Resta giusto lo spazio per l’essenziale: le strade, le canalizzazioni, le scuole. Il LAC che deve essere messo a punto e costa 20 milioni all’anno. Il responsabile delle finanze Michele Foletti ha illustrato le proiezioni: incremento degli interessi passivi, aumento degli ammortamenti, diminuzione delle sopravvenienze d’imposta, aumento delle spese del personale e dei servizi e via dicendo, per un disavanzo nel 2014 di circa 77 milioni. Quanto all’autofinanziamento, altre cifre da mal di stomaco. Che portano la città a dover bussare alle banche per ogni esigenza. E allora cosa si fa? Niente tagli lineari. Ci si rimbocca le maniche, si crea un gruppo di lavoro coordinato dal sindaco, che dovrà creare un catalogo strutturato d’interventi: sulle uscite, sulle entrate, sull’organizzazione della città e non da ultimo i flussi finanziari con il Cantone. Ci sarà una verifica dell’organico comunale, un piano di prepensionamento, verranno individuati tutti i servizi non indispensabili. Si rifletterà su un aumento del moltiplicatore e un contributo ecologico, perché a queste condizioni non ci sono tabù. Per favorire la promozione economica si studierà il piano regolatore. Un enorme lavoro che dovrebbe portare al pareggio entro il 2018. E per una volta non si è parlato di lacrime e sangue. Ma soltanto di grande impegno da parte di tutti i dicasteri e i servizi. Nessuno, niente è al riparo dalla profonda analisi del gruppo di lavoro: la sicurezza, quanto la cultura. Non resta che attendere i primi risultati del gruppo di lavoro, che saranno sottoposti ai cittadini e al consiglio comunale. Matteo Bernasconi
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

