
Alla vigilia delle ferie dell’edilizia, per l'edilizia è tempo di bilanci. Se l'anno scorso il settore lamentava un importante calo delle commesse pubbliche, quest'anno i timori riguardano soprattutto la mancanza di apprendisti. A lanciare l'allarme è la Società svizzera impresari costruttori. “La situazione è delicata, servono più sforzi per valorizzare la formazione duale”, è così che - infatti - si esprime il direttore Nicola Bagnovini, manifestando timori anche per il dibattito cantonale sulle finanze pubbliche.
"Ci troviamo confrontati con dei ragazzi poco motivati"
A giugno in sessanta hanno terminato il triennale percorso formativo. Solo altri ventiquattro giovani, attualmente, hanno invece optato per questa scelta. Mai come quest’anno l’edilizia deve fare i conti con un importante calo degli apprendisti. Quasta tendenza preoccupa il direttore della società impresari costruttori Nicola Bagnovini, il quale spiega che si tratta di "un segnale un po' preoccupante, perché vuol dire che l'apprendistato di muratore non è la prima scelta, ma diventa la seconda, la terza o la quarta scelta quasi di ripiego e questo non va bene", continua Bagnovini, "perché poi ci troviamo confrontati con dei ragazzi poco motivati che fanno fatica a superare i nostri esami, che sono impegnativi come quelli di tutte le professioni."
Un problema non sentito solo in Ticino
Il direttore della Società svizzera impresare costruttori invita i giovani a considerare "le possibilità di carriera che ci sono nel settore" e "un contratto che prevede il pensionamento a 60 anni, che è una bella cosa per i lavoratori". Il problema riguarda anche la Svizzera interna e in Ticino, grazie alla manodopera proveniente dalla Lombardia è meno sentito. "Tuttavia", precisa Begnovini, "si tratta di manodopera meno qualificata perché loro non hanno l'apprendistato" e questo vuol dire "formarli col perfezionamento".
"La via dell'apprendistato non chiude nessuna porta"
Di fronte a tali prospettive, e pur riconoscendo gli sforzi intrapresi dal Decs per valorizzare la formazione duale, per Bagnovini occorre fare di più. "Forse", propone Bagnovini, "bisogna modificare l'approccio soprattutto a livello delle scuole medie, facendo capire ai ragazzi e alle famiglie dei ragazzi che la via dell'apprendistato non chiude nessuna porta, anzi."
Le rivendicazioni degli impresari
D'altra parte, riguardo agli ultimi investimenti adottati dal Dipartimento del Territorio, l'auspicio è che "il Gran Consiglio approvi questi crediti, perché lo scoglio principale", spiega il direttore della società. "Tagliare sugli investimenti", continua, "sarebbe un peccato perché è un falso risparmio e gli investimenti non fatti oggi li pagheremmo con gli interessi fra pochi anni". Per ora, la rivendicazione degli impresari è un "contratto più snello e più facile anche da applicare e da controllare", rispetto a quello che fino ad ora è stato un "contratto di 150 pagine, frutto di sessant'anni di rinnovi, di modifiche, di aggiunte e di correzioni che è diventato troppo complicato".

