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Ticino
Allarme magnaccia
Redazione
15 anni fa
Già tre episodi di violenza. Michel Venturelli a Radio3i: 'Ci vuole una legge che crei fiducia tra proprietari dei postriboli e polizia'

Il primo caso. Sono dell'Est: tre malviventi. Si sono presentati una decina di giorni in un locale a luci rosse ticinese. A quanto pare erano armati. Hanno minacciato gli addetti alla sicurezza del locale. E sono scappati solo quando hanno capito che era stata chamata la polizia.Il secondo caso. Anche qui si tratta di uno straniero. Co­nosciuto in Ticino per aver fatto il but­tafuori in una discoteca del Sottocene­ri. E' piomba­to in postribolo alle due di not­te. Ha sfondato una por­ta. E ha aggredito una ragazza. Mettendole le mani addosso. Il terzo caso. Un albanese è stato aggredito all'esterno di un terzo ritrovo a luci rosse da parte di cittadini rumeni per una questione che molto verosimilmente era legata all'ambiente della prostituzione. Questi tre so­no solo alcuni degli ultimi preoccupan­ti episodi verificatisi in postriboli ticinesi. L'allarme è ormai scattato. Perché come scrivono stamane Giovanni Mariconda ed Emanuele Gagliardi sul Corriere del Ticino "l'ombra del racket sul mondo delle luci rosse ti­cinesi esce sempre di più allo scoper­to e rischia adesso di allungarsi". "All'im­provviso - aggiungono i due colleghi - pare dunque di tornare in­dietro nel tempo quando, una mancia­ta di anni fa, il Ticino, in più di un'oc­casione, registrò degli attentati ai dan­ni di locali e alberghi che ospitavano prostitute". Tra gli ad­detti ai lavori c'è preoccupazione. Perché i segnali striscianti parlano chiaro: i protettori si avvici­nano sempre più minacciosi nei pres­si degli edifici in cui si svolgono attività a luci rosse. Contro i magnaccia c'è chi - tra gli imprenditori a luci rosse ticinesi - ha già rafforzato i sistemi di sorveglianza e chi ha inoltrato denuncia per violazione di domicilio o vie di fatto. Intanto la polizia indaga. Scopo delle inchieste di Teseu, la buoncostume ticinese: "Evitare che su un settore intorno a cui girano interessi milionari e che fino ad oggi era contraddistinto da una gestione in qualche modo no­strana - conclude il CdT - si allunghino le mani di orga­nizzazioni criminali". "E' un problema", conferma a Radio 3i il criminologo Michel Venturelli, che si è occupato della questione sul portale Criminologiaonline.com. "E se non si troverà il sistema di avere una legge in grado di creare un minimo di fiducia tra i proprietari dei postriboli e la polizia - aggiunge - per forza di cose la situazione degenererà in maniera esponenziale. Qui si parla di persone che non hanno niente da perdere. Dunque di persone estremamente pericolose".

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