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Ticino
Allargamento alla Croazia: Unia valuta il referendum
Redazione
13 anni fa
Il sindacato ha indetto una consultazione tra i suoi 21mila iscritti ticinesi per decidere se raccogliere le firme contro l'allargamento alla Croazia

Referendum sì o referendum no? Lo chiede Unia Ticino ai suoi 21mila iscritti. Con una consultazione generale, il sindacato vuole definire la posizione da assumere sul futuro delle relazioni bilaterali con l'Unione europea in materia di libera circolazione delle persone, in particolare per quanto attiene all'estensione del relativo accordo alla Croazia. La decisione di lanciare la consultazione è stata presa venerdì dai delegati regionali riuniti in assemblea a Bellinzona.

Al termine di un'intensa e approfondita discussione, i presenti hanno approvato all'unanimità una risoluzione in questo senso. Al centro del dibattito vi era la situazione esplosiva venutasi a creare nel corso dell'ultimo decennio in Ticino a causa della liberalizzazione del mercato del lavoro e dell'inadeguatezza delle misure di protezione a prevenire fenomeni come il dumping salariale, la messa in concorrenza dei lavoratori, la sostituzione della manodopera e le violazioni sistematiche del quadro legale e contrattuale.

In un contesto di libera circolazione della manodopera servono "misure incisive" per "contrastare le derive di un mercato sempre più selvaggio", si legge nella risoluzione, che ne indica alcune: estensione dei contratti collettivi, introduzione di un minimo salariale legale di 4'000 franchi, immediata interruzione dei lavori in presenza di sospetto dumping salariale, potenziamento dei controlli, sensibile inasprimento delle sanzioni, rafforzamento delle tutele contro i licenziamenti, compiuta applicazione del principio della responsabilità solidale in materia di subappalti, limitazione del lavoro interinale e libero accesso delle organizzazioni sindacali ai luoghi di lavoro.

La situazione impone un "deciso rafforzamento delle misure di accompagnamento" e se il parlamento federale dovesse approvare l'estensione della libera circolazione alla Croazia (verosimilmente nel corso del 2014) senza operare in questa direzione andrebbe presa in considerazione l'ipotesi di promuovere il referendum. Un referendum, hanno sottolineato in modo corale i delegati sindacali, che non sarebbe diretto né contro il popolo croato né contro il principio della libera circolazione delle persone, ma contro il modo in cui esso viene utilizzato da una parte del padronato per "imbarbarire le condizioni d'impiego in Svizzera".

Una decisione definitiva sarà in ogni caso presa al termine dei lavori parlamentari sulla base delle indicazioni che scaturiranno dalla consultazione di tutti i 21 mila iscritti a Unia Ticino (indipendentemente dalla loro nazionalità e dalla loro residenza). Una consultazione che sarà preceduta da una fase di intenso confronto sia negli organi dell'organizzazione sia sui luoghi di lavoro.

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