
La questione fece colare fiumi d’inchiostro. Tenne banco per mesi, prima e dopo l’inaugurazione, offrendo argomenti ai detrattori del centro culturale. Oggi il tema torna, è il caso di dire, sul tavolo del Municipio. Il LAC potrebbe dotarsi di un vero e proprio ristorante.
Il tema è stato affrontato all’interno del consiglio direttivo dell’ente autonomo. Sul principio sono tutti d’accordo. L’attuale snack bar al piano terra non è sufficiente per accompagnare l’attività serale. Di qui l’idea di inserire un vero e proprio ristorante aperto 7 giorni su 7.
Secondo un primo progetto di massima verrebbe mantenuta la collocazione al piano terra, dove oggi si trova il Lac café.
La progettazione definitiva – oggi il progetto si trova ancora in una fase embrionale - passerà attraverso un concorso pubblico, ha spiegato ai colleghi di TeleTicino il municipale e capodicastero di Lugano Roberto Badarcco. I costi preventivati superano i 250 mila franchi.
Fondamentale sarà la divisione con la parte museale al piano superiore. L’accesso oggi viene infatti garantito da una scala mobile. In futuro, per ovvi motivi di sicurezza, si dovranno separare le due aree: quella della ristorazione al piano terra da quella propriamente museale sopra.
Una divisione che rischia però di guastare l’attuale impianto architettonico firmato dallo studio Gianola ed è su questo punto che sono sorti nel consiglio direttivo alcuni attriti, oggi ancora da appianare.
Certamente sarebbe stato meglio seguire l’idea iniziale, poco pubblicizzata, che ha marcato il dietro le quinte del dibattito sul ristorante, inizialmente previsto al piano terra del Palace, direttamente sulla piazza Bernardino Luini
L’idea venne inserita nero su bianco nella convenzione per la ristrutturazione del Palace siglata a suo tempo tra la città e i privati ai quali spettava l’obbligo di edificazione del ristorante nella parte privata dell’edificio.
Poi l’accordò saltò. A detta dei privati le carte in tavola erano cambiate con l’inserimento a posteriori di uno snack al piano terra e di un probabile ristornante al terzo piano.Per questioni di concorrenza i privati mollarono, riducendo il progetto ad un piccolo bar.
Il seguito della storia è nota. Il ristorante al terzo piano non si fece. Lo snack rimase snack e ancora oggi al LAC manca un ristorante.
Tutti i dettagli e l'intervista al municipale Roberto Badaracco nel TG di TeleTicino delle 18.45
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