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Ticino
Alla ricerca del primo impiego
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Alla ricerca del primo impiego
Redazione
9 anni fa
Tre giovani raccontano le loro esperienze e difficoltà sull'entrata nel mondo del lavoro dopo l'università: opportunità, frustrazione, salari e stage

Il Primo Maggio, la festa dei lavoratori. Impieghi, salari e pensioni, tre temi che oggi sono al centro delle preoccupazioni di molti svizzeri e per i quali si sta manifestando nelle piazze. Almeno due di questi temi sono molto cari anche a chi nel mondo del lavoro non ci è ancora entrato definitivamente, ma che perlomeno ci sta provando. Di questa categoria fanno parte - tra gli altri - quegli studenti, o meglio ex studenti, che si sono appena laureati e sono alla ricerca di un primo impiego. 

Un momento difficile per molti giovani, che spesso si trovano con poca esperienza, a 24-25-26 anni, alla ricerca di un primo posto di lavoro. Ne sanno qualcosa tre giovani ticinesi, Giuliana, Sara e Alex, che ci hanno raccontato la loro esperienza e le loro difficoltà. E soprattutto l'importanza degli stage.

Giuliana si laureerà a breve in antropologia. Ha alle spalle uno stage importante presso l'ONU, ma in un campo "di nicchia" come il suo, trovare un impiego può sembrare una mezza impresa.

Come sta andando la tua ricerca di lavoro, al termine della formazione?

In questo momento, a cavallo tra la fine dell'università e "la vita adulta", trovare un'occupazione è sicuramente la mia prima preoccupazione. Sono cosciente di aver scelto una materia particolare e che non ha sbocchi lavorativi precisi. Allo stesso tempo questo può anche essere visto come un aspetto positivo, perchè non avendo un profilo unico, ci si può adattare e specializzarsi in un secondo momento. Diciamo che la ricerca è impegnativa e a volte frustrante, ma nonostante le difficoltà, rifarei sicuramente questa formazione perchè mi ha arricchita a livello umano e mi ha aperto la mente sul mondo.

Stai dunque aspettando la giusta opportunità?

Sì, anche se in questo settore non ci sono molte possibilità in Svizzera. C'è qualcosa a Berna e Ginevra, mentre in Ticino sono praticamente inesistenti. Per questo motivo diventa importantissimo conoscere le lingue e riuscire a fare esperienza, con dei programmi di formazione delle organizzazioni oppure attraverso degli stage. Ma a volte neppure questo basta, la concorrenza è altissima.

A proposito di stage, come è la situazione?

È un ottimo modo per entrare in una realtà lavorativa e fare esperienza, ma anche gli stage hanno i loro problemi. Il primo, almeno nel mio ambito, è che sono difficili da ottenere, nonostante io sia già stata all'ONU per quattro mesi, e il secondo è quello della remunerazione. A meno che non si riesca a entrare in Confederazione, spesso gli stage prevedono dei rimborsi talmente bassi - se non inesistenti - che non permettono di mantenersi autonomamente. Questo significa che a 24-25 anni, terminati gli studi, si ha ancora bisogno di chiedere un aiuto economico ai genitori che, almeno nella maggior parte dei casi, hanno già finanziato 5 anni di università. Sono delle difficoltà iniziali da cui è difficile uscire.

Stage, un'esperienza tramite cui è passata anche Sara, che ha studiato psicologia e ora ha trovato un impiego che la soddisfa. 

Come è stata la tua esperienza?

Ho fatto diversi stage che mi hanno permesso di stringere contatti e maturare esperienza. Senza dubbio bisogna considerare che ci sono delle difficoltà: ad esempio non si è retribuiti. Bisogna adattarsi un po'. Ho fatto anche uno stage che non era del tutto nel mio ambito di interesse, ma mi è servito per capire meglio le varie figure del settore. Inoltre ho fatto anche un anno di pratica in clinica, necessario per ottenere l'abilitazione cantonale. È stata un'esperienza che mi ha permesso di aumentare la mia rete di conoscenze. 

Cosa consiglieresti a chi è ancora in formazione ma sta per terminare?

Sicuramente di non demordere e continuare a cercare delle opportunità di stage, sono utili per farsi conoscere.

Anche Alex, 24 anni e neolaureato in economia, dopo diversi rifiuti è riuscito a trovare il suo primo impiego grazie a una precedente esperienza di pratica.

Dico bene?

Sì, per me è stata un'esperienza fondamentale, perchè ho potuto trovare il mio primo impiego proprio grazie a uno stage che avevo fatto nella pausa estiva tra un semestre universitario e l'altro. Dopo essermi laureato sono stato a casa due mesi, durante i quali ho mandato diverse candidature. Molte volte non ho neppure ricevuto risposta e inizialmente è stato frustrante. Fortunatamente durante l'inverno il mio ex responsabile di stage mi ha chiamato e mi ha proposto di sostituire un'altra persona che nel frattempo stava per cambiare azienda.

Sembra dunque che il passaggio università-lavoro sia stato piuttosto agevole, cosa ne pensi?

Naturalmente sono felice di avere un impiego, fare esperienza e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Devo dire però che non è stato tutto rose e fiori. La parte più difficile è stata accettare la paga, che al momento è molto sotto le mie aspettative. Ma ho deciso comunque che era una buona occasione per non rimanere sul divano e cominciare a entrare seriamente nel mondo del lavoro, inoltre mi è stato promesso che la situazione cambierà presto. È stato un compromesso.

Qualche suggerimento per chi si appresta a entrare nel mondo del lavoro?

Mi sento fortemente di consigliare lo svolgimento di stage già durante il periodo universitario. È chiaro che così facendo bisogna sacrificare le vacanze estive per stare chiusi in un ufficio, ma d'altronde è l'unico modo per poter accumulare esperienza già durante gli studi e non arrivare al momento della laurea senza "capacità" e senza contatti.

DV

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