
Gli sviluppi più recenti relativi alla tragedia verificatasi a Capodanno a Crans-Montana sono stati uno dei temi trattai ieri sera nel corso della trasmissione «Lo stato delle cose» in onda su Rai 3. Ci riferiamo, nello specifico, alle ultime accuse rivolte ai coniugi Moretti dal fornitore di mobili che, nel 2016, avrebbe venduto gli arredamenti ai gestori del bar «Le Constellation», teatro della strage. In una mail, lo ricordiamo, si affermava che i coniugi Moretti avrebbero deciso di non installare i pannelli fonoassorbenti ignifughi per risparmiare. La mail, inoltrata dall'uomo alla polizia di Crans-Montana i primi giorni di gennaio, è stata però presa in considerazione dalla Procura vallesana solamente un mese dopo.
Bazzi: «Sono allibito»
«Penso che alla procuratrice Béatrice Pilloud andrebbe tolta l’inchiesta il prima possibile», ha commentato il giornalista di TeleTicino Marco Bazzi, ospite in studio. «Sta facendo dei danni pazzeschi e creando un danno reputazionale alla Svizzera intera. È da un mese e mezzo che sono allibito, dal primo giorno in cui abbiamo cominciato a fare domande alla procura vallesana». Il problema, secondo Bazzi, «è che per la legge vallesana, la procuratrice generale decide se nominare o meno un procuratore straordinario. Questa scelta dovrebbe invece spettare all’autorità politica».
«In Svizzera vige il federalismo»
Rispondendo poi al direttore de «Il giornale», Tommaso Cerno, Bazzi ha anche ricordato che in Svizzera «vige il federalismo. I Cantoni sono indipendenti, hanno un loro governo, una magistratura e una polizia. Berna non può quindi esercitare formalmente pressione, ma qualcuno dovrebbe alzare il telefono, chiamare il Vallese e dire ‘adesso basta’».

