
Su un pontile di Magliaso, nel Malcantone, si notano numerosi segni di pneumatici di biciclette. Segni dovuti alle sfide che i ragazzi, soprattutto nei mesi estivi, fanno con le proprie biciclette, racconta il capo della Polizia lacuale Marcel Luraschi, ai microfoni di TeleTicino. "I ragazzi si divertono ad entrare con la bicicletta sul pontile alla massima velocità, per poi frenare il più tardi possibile per fare a gara a chi arriva al limite del pontile".
Una sfida di coraggio e abilità che appassiona soprattutto i giovanissimi, ragazzi fino ai 14-15 anni. Non sempre però le misure sono giuste e qualcuno va lungo. "Quando facciamo immersioni di ricerca, 6 o 7 biciclette le troviamo tutte" specifica Luraschi. Il lago in quel punto è subito molto profondo e recuperare la bicicletta è un’impresa. "Ogni tanto ci capita che qualche mamma chiama per poterla recuperare".
A preoccupare la polizia non è però il gioco in sé, quanto il fatto che spesso ne vengano sottovalutate le possibili conseguenze: "Se una persona con la bicicletta dovessero finire nel lago, e per disgrazia dovesse agganciarsi con la sella, la manopola, il manubrio, su un indumento, difficilmente potrebbe stare a galla e lì il disastro è compiuto". In un caso simile infatti anche amici o altre persone difficilmente potrebbero fare in tempo a soccorrere il malcapitato.
Diverso invece il fattore ambientale. Le biciclette per fortuna non costituiscono una minaccia per la natura e anzi, vengono presto colonizzate da flora e fauna acquatica: "Tendenzialmente una volta all'anno facciamo queste immersioni di ricerca per vedere se si trovano portamonete, oggetti o biciclette. Quando una di queste bici rimane in acqua fino ad un mese viene intaccata da drisene e conchiglie presenti in acqua e non c'è più nulla da fare, quindi le lasciamo in acqua, diventano habitat anche per i pesci".
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

