
La Fête des Vignerons di Vevey è stata la prima candidatura svizzera ad essere confermata da parte dell’UNESCO, che a fine 2016 ha approvato la proposta del Consiglio Federale ed ha inserito questa tradizione vivente nella Lista rappresentativa dei beni immateriali culturali. Nella stessa lista di candidati a livello federale c’è una tradizione vivente ticinese, molto antica e particolare, che entro la fine del 2019 riceverà la risposta dell’UNESCO in merito alla propria candidatura: Le Processioni della Settimana Santa di Mendrisio.
Per parlare del valore di questa candidatura ed introdurre anche il valore dei due Patrimoni Mondiali dell’umanità UNESCO ticinesi, presso la Maison Ticino organizzata a Vevey in occasione della manifestazione, il professor Cantoni, responsabile della Cattedra UNESCO presso l’USI di Lugano, i responsabili delle due Organizzazioni Turistiche Regionali in collaborazione con le città di Bellinzona e Mendrisio ed il presidente della Fondazione Processioni della Settimana Santa di Mendrisio, hanno tenuto una conferenza sul tema dei beni immateriali emateriali.Il Ticino è terra di patrimoni, ma talora ci si dimentica di sottolinearlo all’attenzione del pubblico internazionale che viene in visita nel nostro Cantone. Tra i numerosi patrimoni culturali e naturali che devono essere considerati importanti attrattori per portare visitatori in Ticino, ve ne sono in particolare due che sono stati insigniti di un prestigioso riconoscimento da parte dell’UNESCO e sono stati inseriti nella lista dei Patrimoni dell’umanità. I Castelli di Bellinzona, con la cinta muraria, sono stati tra i primi a livello federale ad ottenere il riconoscimento dall’UNESCO e sono inseriti nella lista dei Patrimoni mondiali dal 2000, mentre il riconoscimento al Monte San Giorgio è stato confermato nel 2003, con un successivo ampliamento al lato italiano del monte nel 2010.La manifestazione della Fête des Vignerons rappresenta quindi per il Ticino un’ottima occasione per tornare a parlare di patrimoni materiali e per presentare con orgoglio la candidatura delle Processioni, senza dimenticare di riprendere il tema della differenza tra i due riconoscimenti, che comportano delle responsabilità e apportano un prestigio del quale si parla ancora troppo poco e che dovrebbero essere condivisi con la popolazione locale che qui, come nel resto del mondo deve sentirsi orgogliosa di avere nel proprio Cantone dei patrimoni di tale valore.Una visita ai Patrimoni mondiali dell'Umanità ci insegna a vedere ciò che è autentico e durevole, e le sfide che ne derivano. Recarsi in modo consapevole in questi luoghi evoca immagini, nuove e diverse, di una Svizzera straordinaria dal valore universale eccezionale, riconosciuto a livello globale. Le due Organizzazioni turistiche da anni collaborano tra loro e con l’associazione svizzera World Heritage Experience Switzerland (WHES) per presentare, promuovere e mettere in rete le esperienze dei 12 Patrimoni svizzeri che hanno in comune molto ed allo stesso tempo sono molto diversi tra loro. La sfida di parlare con consapevolezza di un bene, di un patrimonio, di renderlo accessibile, di spiegarne i valori e l’unicità sono un elemento costante nella vita professionale di coloro che gestiscono e promuovono i Patrimoni svizzeri. Il tema del turismo sostenibile in contrapposizione con il turismo “mordi e fuggi” è in questo caso di primaria importanza. Le Tradizioni viventi sono mantenute in vita dalla volontà popolare, dalla condivisione di un obiettivo e dalla capacità di tramandare delle usanze che nel tempo possono anche mutare, ma non cambiare radicalmente. Se il dossier di candidatura, preparato dalla Confederazione in collaborazione con la Fondazione che organizza, con i numerosi portatori d’interesse, le Processioni della Settimana Santa a Mendrisio, dovesse essere approvato il prossimo mese di dicembre a Bogotà, il Ticino avrebbe ben tre patrimoni inseriti sulle liste dell’UNESCO! Patrimoni di cui andare fieri, da far entrare nelle case dei cittadini ticinesi, da far conoscere e presentare nelle scuole, da mettere in valore, da presentare con grande orgoglio e da sostenere anche finanziariamente, se vogliamo avere davvero una comunicazione attiva della presenza di questi valori.
Il tema non è quindi semplicemente quello di utilizzare i riconoscimenti per attrarre nuovo pubblico, ma di attrarlo con consapevolezza per riuscire a regalare emozioni vere e indimenticabili a coloro che visitano il nostro Cantone. Per farlo la collaborazione di tutti sarà assolutamente necessaria. All’USI di Lugano abbiamo dal 2013 una cattedra UNESCO che opera a livello internazionale, che organizzaeventi, che si presenta per aiutare a sostenere lo sviluppo digitale della comunicazione proprio nei termini in cui vorremmo che potessero essere sostenuti i Patrimoni materiali ed immateriali del Ticino e della Svizzera.La collaborazione tra chi opera nel settore turistico, chi si occupa della gestione e chi, come la Cattedra UNESCO, crea nuove opportunità per comunicare anche temi complessi e sensibili su livelli diversi, è la via da seguire. La riflessione condivisa a Vevey per parlare del futuro dei Patrimoni ticinesi e delle opportunità di attenzione e di sviluppo con le quali potremmo e vorremmo confrontarci rappresentano un momento importante.Nell’aprile 2020, a Mendrisio, la Cattedra UNESCO dell’USI in collaborazione con OTR Mendrisiotto, città di Mendrisio e Fondazione Processioni storiche, organizzerà un convegno che approda per la prima volta in Svizzera e affronta il tema del rapporto fra turismo e patrimonio, sia materiale che immateriale.
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