
Un nuovo «ascensore» per permettere alla fauna ittica di percorrere il Ticino tra Leventina e Valle Bedretto. È la nuova installazione presentata alla diga di Stalvedro, che promette di tutelare il benessere dei pesci. L'opera si compone di tre componenti: una scala di rimonta che sfrutta la controcorrente, un pozzo di 16 metri, e un canale di collegamento.
Il funzionamento
Ma come funziona la struttura? I pesci si recano di fronte a una porta, che si apre ciclicamente. Qui trovano un cestello dotato di galleggianti, che li porta in cima ad un pozzo di 16 metri. In questi modo gli esemplari - spesso di trota - possono passare da un lato all'altro della diga. Una possibilità non di poco conto, che permette di «muoversi e raggiungere le aree idonee per la riproduzione, ma non solo; anche per scopo alimentare o al sopraggiungere di condizioni non favorevoli per la loro sopravvivenza». In questi casi i pesci, se hanno possibilità di spostarsi, «traggono beneficio», spiega a Ticinonews Tiziano Putelli, capo ufficio caccia e pesca. «Airolo è una situazione molto particolare, perché il bacino a monte ha delle grosse escursioni, di quasi 15 metri». Motivo per il quale non si è optato per una più convenzionale scala per i pesci, ma per un ascensore.
Il contesto
L'intervento trova le sue ragioni nel controprogetto dell'iniziativa Acquaviva; il Consiglio federale aveva dato mandato ai Cantoni di tutelare il benessere dei corsi d'acqua. In questo contesto si inserisce anche la tutela della fauna ittica dalle ingerenze dell'idroelettrico. «Con questo intervento possiamo praticamente affermare di risanare la situazione da Airolo fino a Rodi, grazie anche al progetto della Ritom SA. Ottempereremo tutte le prescrizioni secondo la Legge della protezione delle acque. L'intervento permetterà anche di risanare i deflussi minimi nel fiume Ticino. Andremo praticamente a rilasciare 8 milioni di metri cubi d'acqua in più nel corso d'acqua principale del Ticino», conclude il vicedirettore responsabile produzione AET, Edy Losa.

