
Nel 2023 i costi dell’energia sono aumentati di 420'000 franchi per il Consorzio Depurazione acque Mendrisio e dintorni. La costruzione di un nuovo impianto fotovoltaico all’inizio era solo un’idea, ma l’aumento delle tariffe, secondo Marco Tela, vicepresidente del Consorzio, ne ha imposto una realizzazione rapida. “La spinta finale è stata quella degli aumenti dei costi dell’energia, che ci hanno indotto a partire immediatamente, senza indugio. per procedere con questo nuovo impianto", ci conferma Tela.
Il nuovo impianto
I pannelli solari entreranno in funzione tra poche settimane e produrranno energia per l’impianto depurazione acque diretto da Daniele Managlia. "Il nuovo impianto, in aggiunta a quello già esistente sui tetti realizzato nel 2020, permetterà di coprire il 25% del fabbisogno della struttura", afferma Managlia. L’obiettivo primario "rimane comunque l’autoconsumo, che sarà superiore al 90%”.
Il biogas
La bolletta dell’elettricità è più cara anche se fra il 2020 e il 2022 il Consorzio depurazione acque ha rinnovato alcune infrastrutture, che hanno permesso una riduzione dei consumi del 15%. Un’altra fonte di risparmio è l’utilizzo del biogas prodotto dalle acque reflue che confluiscono da gran parte dell’Alto Mendrisiotto e del Basso Ceresio. “Il biogas da sempre è valorizzato con i generatori, quindi un motore che brucia biogas produce corrente e calore”, prosegue Managlia. Il calore "viene reimpiegato per il funzionamento dei nostri impianti e per il riscaldamento degli edifici”.
Gli investimenti per l’impianto di depurazione
Entro il 2028 il Consorzio ha previsto investimenti nell’impianto di depurazione e nella rete per oltre 4,5 milioni. E benché le tempistiche non siano ancora definite, nei prossimi anni sicuramente il Consorzio di Mendrisio dovrà affrontare la questione dei microinquinanti, ovvero sostanze contenute in prodotti di uso quotidiano come medicine, detergenti, cosmetici, che ancora in parte sfuggono agli impianti di depurazione. Secondo Luca Beretta Piccoli, che presiede il Consorzio, gli impianti che si sono mossi e hanno già realizzato degli interventi sono i consorzi più grandi, "soprattutto in Svizzera interna. Chiasso a sua volta ha già programmato il suo intervento. Come detto, anche in funzione di quelli che possono essere i prossimi sviluppi concernenti l’azoto, noi ci siamo fermati un momento per vedere il consolidamento delle tecnologie e per vedere se e in che misura potremo abbinare le due componenti, azoto e microinquinanti”.

