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Alimenti scontati, non tutti conformi ma...
Alimenti scontati, non tutti conformi ma...
Alimenti scontati, non tutti conformi ma...
Redazione
7 anni fa
Il Laboratorio cantonale ha analizzato la qualità microbiologica di 42 campioni. "Qualità paragonabile a quella delle derrate a prezzo pieno"

Ogni settimana i supermercati offrono promozioni su determinati tipi di derrate alimentari e i consumatori sono ben felice di poter approfittare degli sconti. Ma i prodotti in azione sono sicuri dal punto di vista microbiologico? È quello che ha voluto scoprire il Laboratorio cantonale, verificando la qualità microbiologica delle derrate alimentari in azione tramite una campagna dedicata.

In totale sono stati prelevati 42 campioni di diverse tipologie di derrate alimentari dalla grande distribuzione (prodotti a base di carne, insalate, sushi, pasticceria, panini, latticini), che sono stati analizzati al termine del loro periodo di conservabilità, ovvero alla loro scadenza. Dalle analisi è emerso che il 14% dei campioni non è conforme ai criteri microbiologici dell’Ordinanza del DFI sui requisiti igienici (ORI). 

Se si osserva la tipologia dei campioni analizzati, a presentare criteri di non conformità sono i formaggi (17%), la carne fresca o macinata (10%) e i prodotti a base di carne cotti (33%). Nessun problema invece per quel riguarda gli insaccati o salmistrati crudi, le insalate pronte al consumo, le derrate pronto al consumo e i prodotti della pasticceria (0%).  

Secondo il Laboratorio cantonale l’esito della campagna è "confortante" per quanto riguarda i batteri patogeni: "né Salmonella spp. né Listeria monocytogenes sono state rilevate nei campioni". Tuttavia i dati analitici "evidenziano alcune lacune nella gestione dei prodotti. La presenza di germi aerobi mesofili può essere dovuto a uno stoccaggio delle derrate troppo prolungato o a temperature non adeguate. Queste condizioni possono, infatti, favorire la moltiplicazione dei batteri. Una contaminazione da E. coli fa supporre una scarsa igiene durante la produzione".

Se si confrontano i risultati di questa campagna con quelli di campagne precedenti (dove erano stati analizzati prodotti della stessa tipologia che non erano in promozione), emerge che "laqualità microbiologica riscontrata nei prodotti in azione è paragonabile a quella delle derrate vendute a prezzo pieno". In campagne precedenti sono infatti stati contestati il 40% dei prodotti abase di carne cotti e il 10% della carne macinata (media di non conformità riscontrata sull’arco di tre anni)". Quindi il consumatore può "senz’altro approfittare degli sconti, senza preoccuparsi della qualità dei prodotti".

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