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Ticino
Alcuni alberghi pieni per San Valentino, ma...
Foto Shutterstock
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Redazione
6 anni fa
Le strutture che non offrono Spa o wellness o che lavorano con il settore business fanno più fatica. Pianezzi: “Il turismo non preme alle nostre porte, aspettiamo allentamenti affinché il Ticino torni ad essere più attrattivo”

Il settore alberghiero e turistico, uno dei più colpiti duramente dalla crisi, è in bilico fra la situazione attuale e le sfide future. Mentre diverse strutture ticinesi hanno fatto il tutto esaurito per il weekend di San Valentino, altri continuano a soffrire. Per fare un panorama della situazione attuale, Teleticino ha interpellato il presidente di Hotellerie Suisse Ticino Lorenzo Pianezzi.

Gli alberghi con Spa occupati per San Valentino
Molti alberghi in Ticino per il fine settimane hanno fatto tutto esaurito in occasione di San Valentino, conferma Pianezzi. “Ci sono strutture che hanno un buon numero di clientela, generalmente di 4-5 stelle, che hanno un’offerta wellness o spa. In questo caso la clientela si orienta in queste strutture, dove ci sono spazi molto ampi e dove sono aperti anche i ristoranti. Il cliente riesce dunque a eseguire i desideri di un soggiorno vacanziero in un’unica struttura”.

I turisti soprattutto durante il weekend
Attualmente, spiega Pianezzi, si lavora con il turismo vacanziero soprattutto il weekend, mentre l’albergheria di città che lavora con clientela professionistica fatica un po’ di più. “Nel fine settimana arrivano turisti svizzero tedeschi o romandi che frequentano gli alberghi con spa. In settimana invece, per quegli alberghi aperti, ci sono 3-4 camere che vengono occupate da professionisti che devono scendere in Ticino a lavorare”.

E i ticinesi?
Ci sono anche ticinesi che sfruttano l’occasione per concedersi una notte in albergo o una cena al ristorante? “C’è anche questa possibilità”, rileva Pianezzi. “Generalmente gli alberghi che lavorano con i ticinesi in questo periodo sono quelli più discosti, come il centro di Campra per praticare dello sci nordico oppure qualche altra struttura in valle, dove generalmente non si ha l’occasione di frequentare il Ticino per qualche giorno di vacanza. L’iniziativa “Vivi il tuo Ticino” permette proprio questo tipo di opportunità”.

Un regalo “avvelenato”
Il settore alberghiero è uno dei pochi che può continuare a operare. Ma per Pianezzi si tratta di un regalo avvelenato. “Il fatto di essere aperti attualmente potrebbe essere visto come un fattore positivo, in realtà non lo è perché la destinazione non è per niente attrattiva: senza cultura, senza bar, senza ristoranti il nostro turista non sa cosa fare durante una giornata, quindi privilegia quelle strutture che gli permettono di trascorrere un soggiorno vacanziero con i servizi predisposti all’interno della struttura stessa, senza la necessità di uscire”. In generale però, aggiunge il presidente di Hotellerie Suisse Ticino, il turismo “non preme alle nostre porte. Dobbiamo attendere un maggior allentamento delle misure restrittive, per fare in modo che il Cantone ritorni ad essere attrattivo in tutti i sensi”.

L’appello al Governo
Pianezzi figura infatti tra i firmatari della lettera inviata al Consiglio di Stato che chiede di riaprire le attività dopo il 28 febbraio. “Cerchiamo di capire e fare in modo che l’aspetto sanitario venga preso in causa. Vediamo i contagi diminuire e una volontà popolare di frequentare le nostre strutture. Quindi vediamo il potenziale per poter riaprire. Vorremo che nel mese di marzo potessimo cominciare ad accogliere i nostri turisti in vista di una Pasqua come negli anni pre-Covid”.

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