
Madeleine Korbel Albright, ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, è stata per tre giorni ospite in Svizzera, dove già all'età di dieci anni ha frequentato la scuola prealpina di Chexbres. Si è trovata in Ticino, in occasione del meeting annuale dell'Aspen Institute, con degli ex pesi massimi della politica internazionale a trattare grandi temi mondiali: tra relazioni transatlantiche, conflitti e nodi da sciogliere nella diplomazia internazionale.
La storia personale del sessantaquattresimo segretario di Stato, in carica durante l'amministrazione Clinton (dal 1997 al 2001), potrebbe risultare incredibile: di origini ebraiche, nata in Cecoslovacchia, è stata costretta a fuggire negli Stati Uniti a causa del regime comunista nel paese. Si vede come un'immigrata qualunque, che ha avuto fortuna di beneficiare di opportunità prestigiose e scalare la vetta della politica statunitense. Una storia che, forse, potrebbe difficlimente ripetersi al giorno d'oggi.
"Ho vissuto una meravigliosa storia americana." - racconta - "Ma non sono l’unica persona di origini europee ad essere diventata segretario di Stato. Henri Kissinger prima di me ha fatto lo stesso. Brzezinki è scappato dalla Polonia ed è diventato consigliere per la sicurezza nazionale. Queste sono cose che in America accadono. Ora però sono preoccupata, perché vedo che non siamo più così generosi con i rifugiati e mi rattrista. Lo dico con riconoscenza, perché è proprio grazie agli Stati Uniti se ci sono rifugiati che poi possono diventare segretari di stato e raccontare bellissime storie americane."
Quando le è stato chiesto di esprimersi sulla politica attuale del presidente statunitense Donald Trump ha preferito non esprimersi, annunciando che la discussione dei tre giorni di conferenza concerneva l'importanza delle relazioni tra America e Europa.
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