
Delle oltre 5'200 richieste di iscrizione all’albo degli artigiani pervenute entro la fine del 2017, la Commissione di vigilanza ne ha respinte 132 per mancanza dei requisiti: 85 provenienti da imprese con sede in Svizzera e 47 da imprese con sede in Italia. Per quanto riguarda le multe, ne sono state comminate per un ammontare di circa 540mila franchi: quelle oggetto di fatturazione (dopo la crescita di giudicato) ammontano a 380mila franchi, di cui circa un terzo sono stati incassati. Delle circa 450 imprese controllate, due terzi avevano sede in Svizzera e un terzo all'estero.
È quanto si evince dalla risposta del Governo a un'interrogazione del deputato di MontagnaViva Germano Mattei, che chiedeva a che punto siamo con la legge delle imprese artigianali, visti i ricorsi pendenti della COMCO (vedi articoli suggeriti).
A tal proposito il Governo specifica che compete esclusivamente al Gran Consiglio decidere sul mantenimento o l’abrogazione della LIA: "Viste le criticità rilevate dal Tribunale cantonale amministrativo nella sentenza del 20 novembre 2017 e la pendenza di altri ricorsi, tra i quali quelli della COMCO, lo scrivente Consiglio sta valutando dei provvedimenti che potrebbero comportare la modifica o anche l’abrogazione della legge. Una proposta concreta sarà formulata non appena il Tribunale si sarà determinato sui ricorsi della COMCO".
Ricordando il lungo iter che ha portato alla creazione dell'albo, il Governo ribadisce che "la LIA non è sicuramente stata calata dall’alto e tantomeno pensata, dai proponenti, in ottica “anti padroncini” o anti “operatori ticinesi”.
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