
Critiche all’albo degli artigiani introdotto da Claudio Zali nel novembre del 2014 piovono ora anche dalla Svizzera interna. Lo sostiene La Regione, riportando le dichiarazioni della Camera di commercio della Svizzera centrale.
Dopo Milano, l’albo era approdato lo scorso marzo anche a Berna per una valutazione. Il Consiglio federale aveva chiesto informazioni al Governo ticinese sulla misura introdotta dal direttore del Dipartimento del territorio.
La misura, lo ricordiamo, obbliga qualunque impresa intenda lavorare in Ticino a iscriversi all’albo e per questo aveva scatenato un inevitabile fiume di polemiche, principalmente dalla vicina penisola: l'assessore regionale lombardo e delegata ai rapporti con il Canton Ticino, Francesca Brianza, si era battuta contro la sua introduzione ottenendo dal Consiglio di Stato ticinese la posticipazione dell’entrata in vigore (inizialmente prevista per il 1. Agosto 2016). “Abbiamo scongiurato l'entrata in vigore della Legge sulle imprese artigianali (Lia), prevista per il 1° agosto. Un grande risultato ottenuto, ma la partita resta aperta", aveva sostenuto.
Anche Vieri Ceriani, capo della Delegazione italiana nelle trattative fiscali tra Svizzera e Italia, si è recentemente schierato contro la nuova misura, che violerebbe gli Accordi bilaterali.
L’unica voce fuori dal coro è stata quella del Governatore della Lombardia Roberto Maroni, che aveva difeso l’albo degli artigiani anche ai microfoni di TeleTicino.
Sul piede di guerra è ora scesa la Svizzera tedesca: “discriminatoria per gli artigiani svizzeri che intendono lavorare in Ticino”, sostengono oltralpe. A minacciare di ricorrere alle vie legali è la Camera di commercio della Svizzera centrale: anche il Canton Uri si starebbe mobilitando e diversi ricorsi sarebbero già pronti.
Se le opposizioni di Italia a Svizzera interna dovessero concretizzarsi, le ditte ticinesi sarebbero le uniche a dover sottostare alle nuove disposizioni. Un’eventualità che non piace al Presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli: “Si impongono degli approfondimenti, il rischio è che gli artigiani ticinesi siano gli unici ad essere assoggettati alla legge”, ha sostenuto in un'intervista rilasciata sempre a La Regione.
La nuova misura si trova così a un bivio, sul tavolo ci sono ancora diverse questioni irrisolte - come l'ammontare della tassa d'iscrizione e il riconoscimento dei certificati di lavoro - e le opposizioni che stanno arrivando da tutti i lati potrebbero addirittura minarne l'attuazione.
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