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Ticino
Albo degli artigiani gratuito per le ditte d'Oltralpe
Albo degli artigiani gratuito per le ditte d'Oltralpe
Albo degli artigiani gratuito per le ditte d'Oltralpe
Redazione
10 anni fa
Esulta la Svizzera tedesca, ma la protesta contro l'albo prosegue. Non piace la documentazione obbligatoria

L'albo degli artigiani introdotto da Claudio Zali nel novembre del 2014 era stato duramente criticato dall'italia ma anche dalla Svizzera interna (vedi articolo correlato), tanto da finire sul tavolo del Consiglio federale, che aveva chiesto informazioni in merito al Governo ticinese.

A due mesi di distanza, le ditte d'Oltralpe possono cantare vittoria: la modifica del regolamento della legge ticinese sulle imprese artigianali (LIA), pubblicata sull’ultimo bollettino ufficiale, ha infatti stabilito che le ditte svizzero-tedesche verranno esonerate dal pagamento della tassa d’iscrizione all’Albo cantonale.

La decisione segue le accese proteste delle ditte d’Oltralpe, contrarie a dover pagare per lavorare a sud del San Gottardo. Già a suo tempo si era discusso dell'eventualità di un'esenzione per le ditte della Svizzera tedesca, e lo scenario che si sarebbe venuto a creare non era piaciuto al Presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli: “Si impongono degli approfondimenti, il rischio è che gli artigiani ticinesi siano gli unici ad essere assoggettati alla legge”, aveva avvertito.

La modifica del regolamento si è però resa necessaria proprio per "rispettare la legge federale sul mercato interno" che impone una sorta di libera circolazione degli artigiani, come ha ricordato oggi lo stesso Paolo Beltraminelli alla RSI.

A tener banco ora è il problema della "discriminazione" nei confronti delle imprese locali: "Eravamo partiti dal presupposto che ci fosse un equità di trattamento, non capisco il senso di mettere regole che deve rispettare solo l'artigianato ticinese", ha commentato amareggiato il presidente delle associazioni dell'edilizia Piergiorgio Rossi.

Oltralpe invece è tutto risolto? Non proprio: la Camera dell'industria e dell'artigianato della Svizzera centrale valuterà infatti se proseguire con la protesta. In ballo vi è ancora l'obbligo di presentare una documentazione per iscriversi all'albo, che continua a far storcere il naso a nord di Airolo.

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