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Ticino
Albertalli: 'Contro l'illegalità', zone a luci rosse'
Redazione
17 anni fa
Con il gerente dell’Oceano di Grancia Ulisse Albertalli la seconda puntata del nostro viaggio nel mondo delle luci rosse ticinesi

Dai quartieri a luci rosse, al permesso per le ragazze extracomunitarie, passando per i defibrillatori ed i metal detector. Con il gerente dell’Oceano di Grancia Ulisse Albertallidopo l'intervista di ieri a Michel da Ros, ex gerente di Hollywood e Lago Maggiore - continua il nostro viaggio nel mondo delle luci rosse ticinesi. E’ di ieri la notizia (vedi qui, ndr.) che l’Oceano di Grancia vuole mettersi in regola e chiedere al Municipio di Lugano il permesso quale postribolo. Tagliamo la testa al toro: le zone a luci rosse sono la soluzione?“Si, perché permettono un maggior controllo. Infatti le città più lungimiranti della Svizzera, come per esempio a Zurigo, hanno delle zone a luci rosse. La prostituzione è un’attività legale e di conseguenza le autorità comunali devono mettere a disposizione una zona dove installare delle attività a luci rosse”. Un’altra questione che fa discutere è quella del permesso per le ragazze extracomunitarie, in particolare le brasiliane. Al momento infatti sono illegali… “Grazie alla Casi e ad una mozione del deputato dei Verdi Sergio Savoia stiamo lottando per portare avanti un discorso di riduzione del danno. E in particolare stiamo combattendo per far si che in Ticino possa partire un processo pilota che permetta di avere il permesso anche alle ragazze non UE. L’idea è quella di studiarlo su cinque anni. Per poi tirare le somme”. Intanto però in Ticino, soprattutto online, aumentano gli annunci erotici di ragazze che lavorano in appartamenti privati… “C’è una bella differenza: noi collaboriamo con la polizia. Negli appartamenti invece spesso vigono illegalità ed omertà. E la polizia riscontra casi di usura. Secondo me l’aumento degli appartamenti al quale abbiamo assistito negli anni è molto dannoso per l’ambiente delle luci rosse. Questo perché l’attività si disperde e la polizia riesce più difficilmente a garantire il controllo della situazione”. Siamo nei tempi del viagra e del cialis. E c’è chi chiede che i postriboli si dotino di defibrillatori contro gli infarti. Lei cosa ne pensa? “Una premessa: sono 15 anni che lavoro in questo ambiente e nessuno ne ha mai avuto bisogno. Ma i tempi cambiano e oggi credo che sia comunque una buonissima idea. Infatti all’Oceano prevediamo di acquistarne alcuni apparecchi. Costano tra i 3 ed i 4 mila franchi e chi li vende fornisce anche l’istruzione per il loro utilizzo. Dunque faremo fare dei corsi agli addetti della sicurezza. Non è una cosa complicata: voglio infatti ricordare che in Svizzera, chi fa la patente di guida, già deve imparare ad utilizzarli”. E i metal detector? “Nei nostro locali la situazione è molto diversa da quella delle discoteche. Secondo me da noi non servono a niente. Perché la clientela è anonima e non viene per fare casino. Viene per le ragazze. Quella dei postriboli è la clientela più tranquilla che c’è”. [email protected]

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