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Ticino
Alberghi e ristoranti ticinesi sempre più giù
Alberghi e ristoranti ticinesi sempre più giù
Alberghi e ristoranti ticinesi sempre più giù
Redazione
11 anni fa
Nel terzo trimestre 2015 la cifra d'affari è calata del 10,2%. Frapolli si appella alla popolazione ticinese

Nel terzo trimestre dell’anno l’evoluzione della cifra d’affari del settore turistico ticinese segna una nuova importante flessione del 10,2% rispetto ai valori registrati nello stesso periodo dello scorso anno (quando già si rilevava un calo del 5%).

Lo rivela oggi l'Ufficio cantonale di statistica, sottolineando che la dinamica negativa coinvolge tutte le regioni turistiche del cantone ed è marcata dai continui cali della domanda, che si ripercuotono negativamente sui volumi d’attività. Questi ultimi sono in calo secondo il 68% degli intervistati, stabili per il 24% e in aumento per l’8%.

Il livello d’impiego è in flessione e la dotazione infrastrutturale reputata adeguata alle necessità. In tale contesto non si arresta la spirale negativa che attanaglia da tempo la situazione reddituale delle imprese, e la situazione degli affari è giudicata cattiva dal 55% degli operatori, né buona né cattiva dal 42% e buona solo dal 2%.

In prospettiva gli operatori non si attendono imminenti inversioni della tendenza negativa. Per i prossimi tre mesi prospettano nuovi cali dell’attività e dei livelli d’impiego, e per l’inizio del nuovo anno un deterioramento degli affari.

Alberghi

Le fragilità rilevate su scala settoriale non risparmiano il segmento degli albergatori ticinesi: il 58% degli esercenti interpellati lamenta una flessione del fatturato rispetto al terzo trimestre dello scorso anno (il 30% lo dichiara invariato e il 12% ne ravvisa un aumento), e il volume di pernottamenti è in calo su base annua (esito confermato dai dati provenienti dalla Statistica sulla ricettività turistica dell’Ufficio federale di statistica). Circostanze tali per cui, rispetto al trimestre passato, la situazione reddituale delle imprese è peggiorata secondo il 55% degli intervistati, rimasta invariata per il 35% e migliorata per il 10%; la situazione degli affari è valutata cattiva dal 56% degli esercenti, né buona né cattiva dal 41% e buona dal 3%. Le prospettive formulate dagli operatori indicano a tre mesi nuove contrazione della domanda, dei pernottamenti e dei livelli d’impiego; a sei mesi un inasprimento dell’andamento degli affari.

Ristoranti

Terzo trimestre negativo pure per la ristorazione ticinese. Il 61% degli esercenti interpellati lamenta un calo su base annua della cifra d’affari, al cospetto del 24% secondo cui è rimasta inalterata e del 15% che ne rileva un aumento. Andamento condizionato dal calo, rispetto allo scorso anno, dei volumi di pasti e di bibite. La dotazione infrastrutturale è ritenuta consona alle necessità, mentre il livello di personale, giudicato in lieve eccesso, è in flessione. Ne risulta che, rispetto al trimestre passato, la situazione reddituale è peggiorata per il 60% dei ristoratori, è rimasta invariata per il 33% ed è aumentata per il 7%. I pareri sulla situazione degli affari propendono per una valutazione negativa nel 56% dei casi, né positiva né negativa per il 41% e positiva solo per il 3%. In prospettiva gli operatori si attendono per i prossimi tre mesi flessioni della domanda, dei volumi di pasti e di bibite e dell’impiego; per i prossimi sei mesi un ulteriore deterioramento degli affari.

L’opinione del direttore di Ticino Turismo, Elia Frapolli

"Nonostante una stagione estiva meteorologicamente ottima, non migliora la situazione del turismo ticinese" afferma Frapolli. "La statistica ufficiale segnala, per il terzo semestre del 2015, una diminuzione degli arrivi del -4,6% (-7,1% della clientela straniera e -2,8% della clientela svizzera) e dei pernottamenti del -6,8% (rispettivamente -9,3% e -5,1%) rispetto allo stesso periodo del 2014. Se la diminuzione dei turisti provenienti dai paesi vicini è principalmente da ricondurre agli effetti del franco forte, è più difficile stabilire con certezza delle relazioni causali per gli altri bacini di clientele, in particolare quello nazionale. Rimane comunque chiaro che, paragonando la situazione del nostro Cantone a quella di tutta la Confederazione, il Ticino non è in grado di compensare le perdite sui mercati vicini (-13% dei pernottamenti) con i guadagni quantitativi registrati sui mercati lontani (+5%). In futuro sarà più che mai indispensabile continuare ad ascoltare i nostri ospiti con i loro bisogni e desideri, che vanno soddisfatti con prodotti e servizi turistici di qualità. Non è compito unicamente del settore dell’albergheria e della ristorazione contribuire a questo miglioramento indispensabile dell’offerta. Anche la popolazione ticinese può giocare un ruolo importante nel garantire ai visitatori che arrivano nel nostro Cantone un’adeguata ospitalità."

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