
Mons. Alain de Raemy rimane alla guida della Diocesi di Lugano a disposizione del Santo Padre e continua ad avere tutti i diritti, le facoltà e gli uffici di un Vescovo diocesano, in modo da garantire alla Diocesi lo svolgimento della sua attività ordinaria. Lo ha scritto in una lettera il Nunzio Apostolico a Berna, S.E. Mons. Martin Krebs, al quale lo stesso de Raemy aveva scritto per chiedere chiarimenti circa la tempistica, i diritti e i doveri di un Amministratore apostolico, trascorso il primo anno di servizio.
Le mansioni
“Anche se non può stravolgere l’organizzazione della Diocesi stessa”, si legge nella missiva, l’Amministratore apostolico “ha la facoltà di sviluppare e migliorare tutte le potenzialità di tematiche specifiche, anche pastorali. Ha persino il dovere di promuovere tutto quello che è già stato avviato in passato”. Inoltre, anche se all’Amministratore non è data competenza di nominare Vicari generali, episcopali o foranei, oppure Consigli diocesani, egli può designare dei Delegati, sia per la pastorale sia per la gestione dei Vicariati. L’Amministratore continua a essere affiancato dal Collegio dei consultori per quanto riguarda le decisioni più importanti che prevedono una specifica consultazione. Per la Diocesi di Lugano, i membri di questo consesso sono i Canonici effettivi del Capitolo della Cattedrale.
Nuovi compiti
A queste mansioni, dopo il primo anno si aggiungono alcune disposizioni particolari che riguardano la gestione dei Presbiteri, relativamente all’escardinazione, all’incardinazione o allo spostamento in altra Diocesi dei preti attivi nella pastorale.

