Il ricordo
"Alaimo ha cambiato il modo di fare giornalismo in Ticino"
Redazione
23 giorni fa
Il direttore di liberatv Marco Bazzi ricorda l'amico e collega Lillo Alaimo, deceduto questa notte a seguito di un malore.

Lutto nel mondo del giornalismo ticinese. Si è spento questa notte, all’età di 67 anni, l'ex direttore del Caffè Lillo Alaimo. Nella sua importante carriera Alaimo è stato anche vicedirettore della Regione e in precedenza dell’Eco di Locarno. È ricordato per la sua passione e per la propensione per le inchieste, la più nota quella legata al Ticinogate. Abbiamo raccolto il ricordo dell’amico e collega Marco Bazzi, secondo cui Alaimo ha cambiato il modo di fare giornalismo in Ticino. "È successo tutto in modo inatteso, senza nessun preavviso", racconta ai microfoni di Ticinonews. "Ho parlato con sua moglie, mi ha chiamato questa mattina per darmi la notizia. Non c'erano stati segnali preoccupanti sul piano della salute. Stava bene. L'ultima volta che ci siamo visti l'ho trovato in forma. Sono cose che succedono. Siamo attaccati a un filo, che a volte si spezza".

Che giornalista è stato?

"È stato un giornalista che ha cambiato modo di fare giornalismo in Ticino. Già quanto era all'ECO aveva cominciato a fare delle inchieste, indagava sulle infiltrazioni mafiose in Ticino. La cronaca giudiziaria e quella nera sono sempre state le sue passioni. Poi al caffé è maturato ulteriormente, portando questo giornale gratuito ad essere un settimanale di informazione apprezzato e molto letto".

Come era al lavoro?

"Era molto rigoroso, anche severo, come giusto che sia per chi dirige una 'baracca' giornalistica. Guardava l'allineamento dei titoli, la grafica...era molto appasionato. Mi ricordo che mi aveva regalato un libro intitolato "Vestire il giornale", in cui non si parlava solo di contenuto ma anche di estetica".

Ha molti ricordi con lui?

"Di ricordi ce ne sono tanti in base agli anni. Quando eravamo giovani c'era un altro spirito. Negli ultimi anni si è un po' chiuso in sé stesso. Ultimamente era tornato a occuparsi della politica comunale di Canobbio, dove era tornato a vivere. Dovevamo vederci per Natale ma non c'è stata occasione, così come per carnevale. Volevo scrivergli in questi giorni, ma è successo quello che è successo".