
Era il 20 ottobre quando il Gran Consiglio approvava il progetto di riforma delle pensioni dei futuri membri del Consiglio di Stato. Un punto importante di una vicenda annosa, ma che non ne avrebbe rappresentato la fine. Subito, infatti, il Movimento per il socialismo (MPS) aveva promesso battaglia, lanciando un referendum che oggi sembra essere riuscito. Il popolo ticinese sarà dunque verosimilmente chiamato alle urne per esprimersi sulla questione.
“Superate le 8'000 firme”
In una nota, l’MPS annuncia che “lunedì 4 gennaio” saranno consegnate “le firme per il referendum contro i privilegi pensionistici e salariali dei Consiglieri di Stato. Abbiamo superato abbondantemente le 8'000 firme e siamo già in possesso delle 7'000 firme vidimate necessarie alla riuscita; stiamo comunque concludendo il lavoro di vidimazione, rallentato dalle chiusure delle Cancellerie comunali per le festività di fine anno. Dobbiamo quindi considerare il referendum riuscito.”
“Una scommessa”
Il Movimento esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto: “Avevamo detto, al momento del lancio del referendum, che si trattava di una scommessa: in pieno inverno, nel bel mezzo della seconda ondata pandemica, non era scontato che l’MPS, da solo, riuscisse in questa impresa. L’abbiamo vinta, malgrado le menzogne e l’ostracismo della classe politica.”
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