
Sono state consegnate questo pomeriggio alla cancelleria dello Stato le firme necessarie per l’iniziativa popolare “Per un salario minimo per tutti”. “Abbiamo raccolto – ci dice al telefono Matteo Pronzini dell’MPS – ben 7'557 firme, ossia più delle settemila necessarie”. La raccolta di firme era partita lo scorso 25 novembre. Secondo l’MPS “il Ticino è il fanalino di coda rispetto al resto della Svizzera in materia salariale. E questo – sottolinea Pronzini - malgrado anni di crescita economica che hanno visto il cantone crescere come il resto della Svizzera e malgrado livelli del costo della vita non inferiori a quelli in vigore nel resto del paese”.Una delle cause dei "salari bassi", stando all’MPS, è da ricondurre alla liberalizzazione del mercato del lavoro, intervenuta in seguito agli accordi bilaterali: “oggi – si legge in una nota del Movimento per il Socialismo - chiunque può assumere un lavoratore straniero (o anche uno residente in Ticino) senza essere obbligato a rispettare alcun minimo salariale legale”.
"I contratti collettivi di lavoro (CCL) - prosegue la nota dell'MPS - coprono un settore assai limitato di lavoratori. Inoltre molti contratti non prevedono dei salari minimi obbligatori e non pongono nessun limite inferiore alla contrattazione individuale dei salari tra singolo datore di lavoro e lavoratore".
Cosa chiede l’iniziativaL’iniziativa propone di creare un salario minimo lordo interprofessionale di 4'000 franchi mensili (versati 13 volte e su un orario settimanale di base di 40 ore). Concretamente questo significherebbe che non potrebbero più essere versati (salvo in casi particolari) salari al di sotto dei 4'000 franchi mensili per tutti i contratti di lavoro che si effettuano sul territorio cantonale.Inoltre si chiede che tutti i contratti di lavoro (come si fa ad esempio per i salari AVS) vengano annunciati in modo da poter verificare concretamente l’evoluzione dei salari, degli orari di lavoro, delle qualifiche, ecc.Infine si vuole costituire una commissione paritetica cantonale (formata da rappresentanti padronali e sindacali) che, di comune accordo con l’Ufficio cantonale del Lavoro, vigila sull’applicazione del salario minimo interprofessionale.[email protected] >>>Ascolta Matteo Pronzini (MPS), raggiunto telefonicamente da Sacha Dalcol
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