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Ticino
Al Von Mentlen c'è aria di crisi
Redazione
12 anni fa
Due suore fuggite dalla madre superiora e la gestione del centro passata in mani laiche: un rapporto inviato al Cantone denuncia alcune vicende all'interno dell'Istituto

La fondatrice Valeria von Mentlen dedicò il centro al figlio morto suicida, con l'intenzione di creare un luogo in cui recuperare e aiutare i ragazzi minorenni con situazioni difficili. Il tutto, secondo sua volontà, rigorosamente gestito dalle suore, "preferibilmente dalle suore delle Carità". Eppure, da qualche tempo a questa parte le parole testamentarie della fondatrice, defunta nel 1910, sembrano vacillare sotto i duri colpi di una crisi interna all'amministrazione del centro. Crisi che è stata presentata qualche giorno fa in un rapporto di una decina di pagine inviato al Cantone, in cui spiccano, oltre ad una situazione di disagio e assenze tra gli educatori, alcuni presunti abusi sui ragazzi, e una profonda rottura tra l'amministrazione dell'Istituto e la Congregazione religiosa che prestava le suore al centro.

Il tutto cominciò negli anni '80, quanto la direzione dell'Istituto passò nelle mani di un laico. E tuttavia il passo non apparve più lungo della gamba, visto che la presenza di religiose si mantenne nel centro. Fino al maggio 2013, quando due suore della "Congregazione figlie di nostra signora della Misericordia" di Genova manifestarono la volontà di abbandonare il credo cristiano, senza tuttavia voler lasciare l'Istituto Von Mentlen, dove lavoravano come educatrici. La richiesta venne accolta dalla direzione, che però, così facendo, andò consapevolmente contro la volontà della Congregazione, che avrebbe voluto che le due fossero sostituite con altre monache. Non solo. Nel momento in cui la madre superiora delle due si presentò a Bellinzona per tentare di riportare le sorelle sulla "retta via", venne a conoscenza della loro fuga, aiutate a scappare, secondo il rapporto, nientemeno che dal direttore Carlo Bizzozero.

La frattura con la Congregazione, a quel punto, diventa insanabile, tanto che la richiesta della madre superiora di mandare altre suore per operare nel centro viene rifiutata in quanto "al momento non sono disponibili altri posti di lavoro".

Contattato dal Caffè, il direttore Carlo Bizzozero ha preferito il silenzio, invitando a rivolgersi al presidente della Fondazione Ivano Beltraminelli. Impossibile è stato però ottenere informazioni anche da quest'ultimo, "perché il presidente", scrive il Caffé, "che è pure comandante della polizia comunale di Bellinzona, non ha risposto alle nostre ripetute sollecitazioni."

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