
Sono più di 70mila i frontalieri italiani attivi in Ticino, Grigioni e Vallese. Un numero importante che ha portato alla nascita di un progetto, nato nell’ambito del programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera, che mira a creare un sistema integrato di servizi per i lavoratori frontalieri e per le aziende italiane e svizzere che intendono lavorare oltre i rispettivi confini. Per farlo, spiega Il Giorno, si inizierà con una vera e propria conta dei frontalieri. "Per capire quanto poco si sa dei frontalieri basti dire che gli unici dati ufficiali oggi disponibili sono quelli elaborati ogni tre mesi dall’Istituto di Statistica Svizzero, mentre al di qua del confine non si conosce né il numero preciso né il luogo di provenienza", evidenzia infatti il quotidiano.
Al progetto partecipano quindici enti – dodici italiani e tre elvetici – tra cui cinque Camere di Commercio, rappresentanze sindacali ed enti di ricerca riuniti nella Governance dell’Economia Transfrontaliera Italia-Svizzera che si ieri è presenta a Como. Una volta elaborate analisi e proposte verranno girate alla politica che potrà utilizzarle, sperando che a Roma questa volta qualcuno presti attenzione.
Insomma, l'obiettivo e quello di raccogliere i dati per poi elaborare proposte concrete in quanto finora, spiega il Giorno, "a cercare di governare il fenomeno, con risultati più o meno convincenti, è stata la politica ma da quando su entrambi i lati del confine si sono affermati i movimenti populisti il rischio è più che a programmare si miri a far polemica".
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