
I caseifici ticinesi tornano ad aprire le proprie porte al pubblico: fra oggi e domani si svolge la 13.esima edizione di «Caseifici aperti», rassegna agroalimentare dedicata ai formaggi in un cantone che conta circa 200 realtà casearie. Con l'obiettivo di valorizzare questo importante settore.
Sole, famiglie ed entusiasmo
È cominciata all'insegna del sole e dell'entusiasmo la tredicesima edizione di Caseifici Aperti, presa d'assalto fin dalla mattina da famiglie e appassionati. La fattoria La Colombera di Sant'Antonino è una delle tante strutture che hanno aderito alla rassegna agroalimentare dedicata ai formaggi che si svolgerà fra oggi e domani. «Per noi è un'occasione d'oro, Caseifici Aperti», spiega Tessa Tognetti, titolare della Colombera. «Facciamo parte dei fedelissimi che partecipano alla rassegna sin dalle prime edizioni, ma mi rendo conto che ogni anno è un plusvalore, perché c'è sempre qualcuno di nuovo da intrattenere e che scopre i nostri prodotti, quindi è meraviglioso».
Cura in ogni passo della filiera
Il Canton Ticino può vantare una produzione casearia articolata e di qualità. Sul territorio operano poco meno di duecento realtà del settore, circa un centinaio sugli alpeggi, un'ottantina di trasformatori in azienda e una decina di caseifici che acquistano latte da terzi. Il formaggio ticinese è un prodotto molto richiesto, ma bisogna sempre pensare che è diverso produrlo in una piccola realtà come quella della Colombera rispetto a un grande produttore. «Per noi è un privilegio riuscire ad avere qui tutta la filiera, per quanto sia complicato e ci crei parecchio lavoro, noi possiamo dire di conoscere il nome della nostra mucca, mungiamo il nostro latte, lo trasformiamo, lo impacchettiamo, lo etichettiamo scegliendo le etichette con cura e lo vendiamo al nostro shop durante la settimana e al mercato di Bellinzona». Un formaggio che racconta la storia di chi l'ha creato: «Dietro a ogni prodotto per noi si racchiude la nostra famiglia. C'è proprio tutto. Dagli animali a noi, fino al cliente che ci permette di avere tanti scambi costruttivi. Trovo che sia meraviglioso tutto quello che c'è dietro a un prodotto caseario: sentire il latte che cambia durante la stagione, dall'alpe al piano, l'erba verde, il fieno. Sembra una cosa semplice, ma in realtà non lo è».

