
Trenta giorni di digiuno dall'alba al tramonto. È il mese sacro del Ramadan, dove i musulmani mangiano un pasto, il Suhur, all'alba e poi si astengono da cibi, bevande e atti immorali, fino al tramonto, dove possono avere l'Iftar, un altro pasto. Un periodo che ha preso il via quest'oggi e terminerà il 10 aprile. "Non si tratta solo di non mangiare, c'è anche un significato spirituale", ha spiegato a Ticinonews Seyed Ali Hosseini, Imam del centro culturale Imam Ali Ticino, precisando come i fedeli sono chiamati a dar prova "di autocontrollo, gestendo così le proprie abitudini".
Una comunità unita dalla lingua italiana
Anche in Ticino la comunità musulmana praticherà il digiuno durante il mese del Ramadan e si ritroverà per alcuni momenti di preghiera. Attimi, questi, che vedranno nella lingua di Dante un collante tra culture. "Arrivando da diversi paesi, ognuno di noi conosce una lingua differente, io per esempio parlo il persiano", ha aggiunto Ali Hosseini, spiegando come "l'italiano rappresenta la lingua che accomuna tutti noi e per questo i discorsi verranno tenuti usando questo idioma". Da domani, infatti, il centro culturale Imam Ali Ticino ha dovuto affittare una sala per questo periodo sacro, dove tutti possono assistere alle varie pratiche religiose. "Le porte sono aperte a tutti gli interessati, anche chi non è musulmano può venire a trovarci e capire come rompiamo il digiuno".

