
A circa una settimana dall’inizio della Conferenza mondiale sul clima a Glasgow, in Scozia, il movimento “Sciopero per il clima” è nuovamente sceso in piazza in Svizzera. A Berna, diverse migliaia di persone si sono radunate sulla Piazza federale nel pomeriggio. Altre manifestazioni sono organizzate a Basilea, Bellinzona, Bienne (BE) e Ginevra.
A Bellinzona giovani al via: “Giù le mani dal nostro futuro”
I giovani tornano a sfilare per le strade di Bellinzona in occasione dello Sciopero globale per il clima. Il corteo è partito da Largo Elvezia. Questa giornata si concentrerà sulle nazioni e le popolazioni che fanno parte delle MAPA (Most Affected People and Areas - persone e regioni più afflitte dalla crisi climatica), vale a dire le regioni che sono responsabili in minima parte al cambiamento climatico ma che ne subiscono la maggior parte delle conseguenze. “L’obiettivo è quello di dare loro la possibilità di farsi ascoltare, cosa solitamente difficile poiché le condizioni di questi paesi vengono spesso ignorate dai paesi industrializzati”, spiegano gli organizzatori. Lo svolgimento rispetterà tutte le normative Covid-19 attualmente in vigore. Nello specifico, sarà presente un servizio d’ordine che si occuperà di rendere attente le persone sulla prevenzione sanitaria e di mantenere l’ordine durante la manifestazione. Sono stati inoltre pianificati dei cortei dimostrativi nelle principali città del cantone, questi permetteranno di spostare gli studenti e le studentesse delle scuole medio-superiori verso l’evento principale che si terrà a Bellinzona.
A Berna
Nella città federale diverse migliaia di persone si sono riversate nella piazza antistante il palazzo del Parlamento. Tra di essi anche numerosi piccoli gruppi provenienti da località della cintura urbana di Berna, che con una sorta di cammino a forma di stella si sono poi riuniti sulla Piazza Federale. I vari oratori hanno esortato la politica ad adottare misure sociali ed ecologiche di protezione del clima; gli stessi messaggi figuravano anche sui numerosi striscioni branditi dai dimostranti.

In vista di Glasgow
Il 31 ottobre a Glasgow, in Scozia, prenderà il via la 26a conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Molte sono le critiche mosse alla comunità globale, dato che numerosi paesi non hanno rispettato gli impegni presi in materia di protezione del clima. Pertanto, secondo gli esperti, l’obiettivo fissato congiuntamente nel 2015 di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi rimane molto lontano. Queste manifestazioni a livello internazionale intendono aumentare la pressione sui governi e spingerli ad agire finalmente e ad adottare le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici. Per quanto concerne la Svizzera, il movimento “Sciopero per il clima” si aspetta un maggiore impegno in misure internazionali ambiziose e una rapida riduzione delle emissioni in patria.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

