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Ticino
Al Papio la messa in latino? Il vescovo non ci sta
Redazione
17 anni fa
L'idea è partita dal vicerettore del Collegio di Ascona, che ha ricevuto il nullaosta dal Vaticano. Ma l'iniziativa non è piaciuta al vescovo Piergiacomo Grampa

Celebrare la messa in latino al Collegio Papio di Ascona? Per il vescovo Piergiacomo Grampa non se ne parla proprio, per il Vaticano invece è fattibile. L’idea è partita da padre Jeffry Moore, vicerettore del Papio di Ascona, che ha chiesto consiglio al Vaticano, ricevendo una risposta positiva. La lettera di conferma, scrive il Caffè, è arrivata pochi giorni fa. “Si tratta di infiltrazioni lefevriane?”, chiede il giornalista del Caffè a don Patrizio Foletti, rettore del Collegio. Pronta la risposta di don Foletti: “Macché scherziamo! Padre Moore ha posto questa domanda a titolo del tutto personale e puramente accademico. Domanda che, peraltro, il nostro vescovo non ha per niente gradito”. “Io non ce l’ho affatto con la messa in latino - afferma il vescovo Grampa, che per anni è stato direttore dell’Istituto di Ascona -. Il papa ha riconosciuto un rito straordinario, secondo l’antica liturgia, accanto al rito ordinario. Ma non bisogna confondere tra i due riti. Il problema vero è che padre Moore chiedeva di celebrare in ambrosiano in un territorio romano, quale Ascona. Ciò non è confacente alle regole, perche il rito è territoriale”.“Noi siamo rigorosamente di rito romano - sottolinea ancora don Foletti -. E poi, con questa storia del rito ambrosiano… è vero che quando è stato fondato il collegio, con gli Oblati, il rito sull’altare maggiore era quello, ma è dal XVII secolo che gli Oblati non ci sono più. Le nostre urgenze pastorali sono ben altre, che non queste storie. Le assicuro, comunque, che il nostro vescovo non l’ha presa affatto sul ridere”.  Ma qualche attrito con il vescovo, ci deve essere stato. La conferma arriva da padre Moore: “La situazione è molto delicata. Ci sono tanti elementi...”.  Il vicerettore ribadisce inoltre che l’idea è stata sua e non del Collegio. “Posso solo aggiungere - termina - che con don Foletti abbiamo chiarito tutto”.

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