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Società
Al lavoro nel caldo torrido e su superfici roventi. Il Governo è preoccupato e apre a nuove misure
Red.
5 ore fa
Lavoro e canicola, il Governo vuole approfondire e parlarne anche con la deputazione alle Camere federali. Gargantini (UNIA): «Bisogna dare risposte a chi sta facendo fatica»

Più di cento ricoveri al pronto soccorso e decine di situazioni insostenibili, dai cantieri ai lavori in cucina. Sono pesanti gli effetti del caldo opprimente sui lavoratori, anche in Ticino. Per questo oggi rappresentanti dei sindacati UNIA, OCST, USS e VPOD hanno incontrato il Consiglio di Stato per discutere appunto delle condizioni dei lavoratori durante le ondate canicolari. «Abbiamo nuovamente segnalato le numerose situazioni problematiche alle quali abbiamo assistito. Abbiamo segnalato la necessità di avere delle misure concrete ed efficaci e di poterle discutere in modo approfondito sul modello di quanto fatto ad esempio dall'autorità del Canton Vallese, dove sono state determinate (con degli indici scientifici) delle soglie al di sopra delle quali si interviene. Soglie che sono diverse per le diverse realtà professionali» ha spiegato - al termine dell'incontro -  il segretario regionale di UNIA Giangiorgio Gargantini. «Oggi uno dei grossi problemi che riscontriamo è che molti lavoratori e lavoratrici non non sanno se la situazione che stanno vivendo è una situazione di effettivo rischio per la propria salute» gli ha fatto eco il responsabile progetti di OCST Evaristo Roncelli.

Aperta la porta verso nuove misure

Ad accogliere oggi i sindacati una delegazione del Consiglio di Stato composta da Marina Carobbio Guscetti, Christian Vitta e Raffaele De Rosa, la quale ha confermato che il tema preoccupa anche il Governo. Si è quindi deciso di approfondire e individuare margini per possibili ulteriori misure. Oltre all'avvio di una serie di incontri con i partner sociali tramite il gruppo operativo Salute e Ambiente (GOSA), l'Esecutivo intende discutere la questione con la deputazione ticinese alle camere federali. Infatti, il quadro giuridico vigente in questo ambito rientra prevalentemente nelle competenze federali. Passi positivi, per i sindacati. «Dal nostro punto di vista si sono fatti dei passi in avanti, nel senso che si è preso atto che il problema della canicola sta diventando strutturale, che non è più un caso isolato di qualche anno. Si è quindi capito anche che non è solo un problema lavorativo, bensì di salute pubblica», ha aggiunto Roncelli.

Sensibilizzare anche i Comuni

C'è poi la questione dei Comuni, che saranno sensibilizzati ulteriormente sui loro regolamenti. «Il Consiglio di Stato solleciterà nuovamente i Comuni perché molti regolamenti comunali oggi prevedono un orario di inizio lavori che non è compatibile con quelle che sono le richieste dei settori durante il periodo estivo. È chiaro che può turbare la popolazione perché magari c'è rumore un po' prima al mattino, ma è chiaro che così si mettono in sicurezza persone che magari dovrebbero stare per lunga parte della giornata esposti al sole», ha chiarito il responsabile progetti di OCST. Insomma, in generale, l'auspicio è quello di poter affrontare la situazione diversamente già dall'anno prossimo. «Le due parole chiave sono concretezza ed efficacia. Dobbiamo delle risposte a chi lavora in Ticino, a chi sta facendo fatica. Sono questioni prima di tutto di sicurezza e di sanità» ha concluso Gargantini.