«Nonostante sia stato un caldo importante non abbiamo ricevuto molte segnalazioni. Quelle che abbiamo ricevuto sono state evase in modo rapido l'allarme è rientrato laddove c'era bisogno di intervenire», ci spiega Gianluca Chioni, capo dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro. Datori di lavoro che, insomma, stanno uscendo promossi dalla canicola. Questo anche perché tanto viene fatto in modo preventivo: «Durante l'anno, nell'ambito degli audit aziendali che facciamo per verificare il sistema salute e sicurezza, chiediamo che venga adottato il cosiddetto PAC, Piano Azione Canicolare, in cui vengono adottate, in base al genere di attività svolta, ai diversi livelli di temperatura, delle misure che possono essere di carattere tecnico, organizzativo e personale», aggiunge Chioni.
I contratti collettivi
Se per le professioni fisicamente poco o mediamente impegnative la Seco aiuta i lavori con delle misure standard, per alcune professioni particolarmente sensibili intervengono i contratti collettivi di lavoro: «Penso all'edilizia, alla pavimentazione, ci sono dei contratti collettivi che prevedono, a dipendenza del livello di canicola, l'interruzione del lavoro alle 14. Ma qui non è l'ispettorato del lavoro che verifica l'applicazione di queste regole, ma le commissioni paritetiche». Per lo spostamento degli orari di lavoro, l'autorità cantonale è intervenuta negli anni scorsi presso i comuni, cercando di far adattare anche i regolamenti sui rumori, così da permettere l'inizio del lavoro molto più presto.
Maggiore sensibilità
«Direi che in generale è migliorata la sensibilità sul tema», conclude Gianluca Chioni. «E devo dire anche il lavoro fatto da tutta una rete di partner, penso a noi come ispettorato del lavoro, alla Segreteria di Stato dell'Economia. Ma anche le aziende e l'economia in generale si sono rese conto che questo potrà essere un problema da gestire e pian piano stanno attuando le misure in modo da essere pronti al momento in cui la situazione lo richiede».

