
L’Ente autonomo che gestirà il LAC fa già discutere. Il messaggio redatto dalla apposita commissione è stato inviato negli scorsi giorni al Consiglio comunale che ne discuterà il prossimo 14 marzo.
Ma il messaggio non è stato approvato all'unanimità dalla commissione. L'unica voce fuori dal coro è stato l'UDC Tiziano Galeazzi, che ha espresso delle riserve.
Per Galeazzi nel messaggio ci sono dei punti che vanno rivisti. Come ad esempio le assunzioni di diritto privato, previste dall’ente. Con questo sistema, afferma Galeazzi, nel giro di due anni il LAC potrebbe ritrovarsi con almeno il 70% di lavoratori frontalieri.
L’esponente dell’UDC propone di rafforzare questo punto, con una clausola da lui inserita: ovvero che a parità di requisiti si cerchi manodopera nel mercato del lavoro ticinese.
Ma non è tutto. Galeazzi vuole vederci chiaro anche sulla questione del contributo da parte della Città all’Ente autonomo, che per i prossimi due anni (2017-2018) si attesta a 10 milioni di franchi. Per il consigliere comunale UDC quella cifra va rivista al ribasso. "Si potrebbero risparmiare ben 400 mila franchi in due anni", ci dice Galeazzi, "investendoli nei settori dove si sente il bisogno, come ad esempio le scuole o nell'educazione".
Un altro punto su cui Galeazzi vuole vederci chiaro è il numero di membri che faranno parte dell’Ente autonomo. Il messaggio ne propone fino a 9. Per il consigliere comunale UDC sono troppi. Ne basterebbero anche 7. Anche perché, tira dritto Galeazzi, non sono ancora state definite le mansioni dei membri e risulta difficile capire se siano veramente necessarie nove persone. In più, aggiunge l'esponente UDC, "anche se non avranno un gettone di presenza, riceveranno il rimborso spese per rappresentanza".
CF
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