“Al CSI deve scapparci il morto?”
Alcuni collaboratori del Centro Sistemi Informativi del DFE denunciano una politica interna “allarmante” e l’MPS interpella il Governo
Redazione
“Al CSI deve scapparci il morto?”

“Al Centro Sistemi Informativi del DFE deve scapparci il morto?” È il titolo di un’interpellanza dell’MPS inoltrata oggi al Consiglio di Stato, dopo che il movimento ha ricevuto una segnalazione da parte di alcuni collaboratori, secondo cui non sarebbero state intraprese le necessarie misure anti-Covid a tutela del personale all’interno dell’istituto. Secondo la testimonianza due dipendenti sono risultati positivi quest’oggi al Covid e i colleghi sono stati informati “informalmente” della situazione.

“Alle persone che sono venute a conoscenza dei casi è stato chiesto dalla direzione di non divulgare la notizia per “questioni di privacy e per non spargere il panico”. La questione della privacy ci sta bene, se però fossero state intraprese misure a tutela del personale” si legge nella testimonianza inviata da alcuni collaboratori. “Tutto ciò non è invece avvenuto. La notizia corre per i corridoi, tutti sanno chi sono i colleghi in questione, uno di loro lavora all’accoglienza ed è sempre a stretto contatto con molte persone (si occupa di consegne, posta interna, fornitori, apertura chiusura porte etc.)”.

I collaboratori lamentano inoltre il fatto che l’edificio in cui lavorano è da tempo “sovraffollato”, non sono previste forme di telelavoro “seppur molti potrebbero lavorare da casa”, non vi è l’obbligo di portare la mascherina, non vengono effettuati lavori particolari di pulizia degli uffici e non vi è la possibilità di aprire le finestre in tutti gli uffici, né di areare adeguatamente. “Vi sono uffici di 50mq che ospitano 8 persone. Hanno messo delle paratie mobili tra una postazione e l’altra, decisamente insufficienti e poco pratiche. Vi sono persone a rischio per i quali, nonostante i certificati medici indicassero l’obbligo di stare a casa in tempi di COVID, è stato concesso solo pochissimo telelavoro (1 giorno o 2 la settimana). Nonostante i continui solleciti effettuati da noi dipendenti alla direzione al momento la politica interna è decisamente allarmante”

Sulla base di questa denuncia, l’MSP ha inviato una serie di domande al Consiglio di Stato

Le domande al Governo

1. Quando intende Silvano Petrini e gli altri funzionari dirigenti del CSI, implementare il telelavoro data l’emergenza COVID, per i propri dipendenti?

2. A quante persone intende accordarlo? Per quanto tempo? Da quale data?

Quali sono eventuali impedimenti all’attuazione immediata?

3. Quali particolari disposizioni intende la direzione mettere in atto per le persone a rischio (indicare tipo, modo e tempi).

4. La direzione è pronta ad assumere la responsabilità penale di eventuali contagi avvenuti in questo lasso di tempo su persone a rischio costrette ad andare in ufficio?

5. Quali misure sono state intraprese e con quale efficacia per prevenire la diffusione del COVID all’interno del CSI?

6. Il Medico Cantonale ha potuto verificare e confermare la bontà dei dispositivi finora messi in pratica? In che occasione? In che modo (visita, etc.).

7. Corrisponde al vero che lo stabile CSI è attualmente sovraffollato? Quante persone dovrebbe ospitare in condizioni normali?

8. La pulizia dello stabile è stata aumentata? Con che modalità (disinfezione, aumento dei turni del personale per le pulizie etc.)

9. I servizi igienici dello stabile sono adeguati? Quante persone servono?

Ogni quanto è prevista la disinfezione?

10. Visto che ancora non è stato fatto quando verranno distribuiti, gratuitamente, disinfettanti e mascherine ad ogni collaboratore dello stabile? Cosa ha impedito finora tale distribuzione?

11. Come mai il telelavoro, molto indicato e fattibile in campo informatico, non è stato ancora preso in considerazione al CSI? Quali sono i parametri per i quali il telelavoro è concesso?

12. I casi di COVID tra i dipendenti sono tracciati? Non ritiene la direzione vi sia la necessità di mettere in quarantena perlomeno i colleghi di coloro che hanno contratto il COVID? (colleghi con cui sono venuti in contatto)

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