
Continuano a emergere casi di dumping salariale in Ticino. Anche nei settori più insospettabili. Lo sa bene una ragazza frontaliera, costretta a lavorare in uno studio dentistico del Mendrisiotto a 1'500 franchi al mese. "Non potevo rimanere in disoccupazione ancora a lungo - racconta la giovane - Quindi mio malgrado ho dovuto accettare. Con il responsabile che mi ha detto a chiare lettere che se avessi rifiutato avrebbe trovato un altro frontaliere disposto a prendere il mio posto il giorno dopo".
1'500 franchi per un lavoro a tempo pieno. "Ma spesso mi sono ritrovata a fare 9-10 ore al giorno. Ovviamente senza che mi venisse riconosciuto nulla", commenta sconsolata la ragazza.
Quello degli assistenti di studio dentistico è un tema su cui la politica cantonale si è già chinata. Lo dimostra un'interrogazione del settembre 2016, nella quale i deputati Giorgio Fonio (PPD), Amanda Rückert (Lega) e Fabio Schnellmann (Plr), hanno chiesto "controlli da parte della Commissione tripartita per verificare i salari in uso nel settore" ed eventualmente una segnalazione in Magistratura.
"E' una problematica conosciuta sia dalle istanze cantonali che dalle associazioni di categoria, alle quali il sindacato OCST ha sollecitato un incontro tra le parti - commenta Giorgio Fonio - Sono situazioni a dir poco inaccettabili. Se poi pensiamo alle tariffe dei dentisti, viene da ridere per non piangere nel pensare che anche in questo settore ci sia dumping salariale".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

