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Ticino
Aiuto dentista a 1'000 franchi al mese (in nero)
Aiuto dentista a 1'000 franchi al mese (in nero)
Aiuto dentista a 1'000 franchi al mese (in nero)
Redazione
10 anni fa
Clamoroso caso di dumping in uno studio del Locarnese. "E potevo fare solo al massimo mezz'ora di pausa"

Siamo purtroppo ormai abituati a sentire di datori di lavoro che offrono paghe da fame. Ma il caso avvenuto in uno studio dentistico del Locarnese, portato alla luce oggi da La Regione, è sicuramente uno dei più eclatanti mai emersi.

A una giovane aiuto dentista diplomata è stata offerta una paga di 1'000 franchi al mese e per di più in nero.

Sì, avete letto bene, 1'000 franchi al mese per un lavoro a tempo pieno, senza alcun contratto.

La ragazza era stata inviata presso lo studio dentistico dall'Ufficio regionale di collocamento, per un periodo di prova di tre giorni che avrebbe potuto sfociare in un posto fisso. Ma ovviamente, a quelle condizioni il posto fisso non ha potuto accettarlo.

"Dire che è stata un'esperienza infelice è dire poco" racconta la giovane a La Regione. "Passi per gli orari, ma mi veniva imposta una pausa pranzo di al massimo mezz'ora, senza la possibilità di uscire a prendere una boccata d'aria. Poi, durante tutto lo stage, uno dei due dentisti continuava a sminuirmi, dicendo che in Svizzera, contrariamente a quanto succede in Italia, la formazione non vale niente. E che se avessi voluto essere assunta dovevo essere disposta a lavorare anche 12 ore al giorno, senza pretendere alcunché. Al termine del periodo di prova mi è stato detto che ero talmente scarca (sono uscita col 4,9 di media!) da poter aspirare al massimo a qualcosa come 1'000 franchi al mese, senza contratto, oppure a un'assunzione non pagata qui a Locarno, o in un altro studio della stessa azienda in Italia, per fare la pratica che secondo loro non ho. Me ne sono andata."

E non si tratterebbe di un caso isolato, secondo quanto afferma il titolare di un altro studio dentistico del Locarnese, anche lui interpellato da La Regione. "Stiamo diventando una giungla" dichiara. "A Lugano il problema è noto da tempo e a Locarno la situazione sta peggiorando. Sto parlando di professionisti che arrivano da oltre confine e si comportano come venditori, senza alcuna etica e con dubbia moralità. Sia nei confronti dei pazienti, sia, come in questo caso, con il personale."

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