
Quello della ristorazione è un grido d’allarme a cui si unisce il PPD ticinese. Di fronte alla decisione odierna del Consiglio federale di prolungare la chiusura dei locali pubblici fino alla fine di febbraio, i popolari-democratici cantonali chiedono “con vigore e urgenza che la politica si attivi a favore degli esercizi pubblici e di quelle attività che, a causa delle restrizioni imposte dallo Stato, hanno subito gravi perdite di guadagno. Una chiusura prolungata delle attività fino al termine del mese di febbraio causerebbe senza dubbio la chiusura di molti esercizi pubblici, già allo stremo.”
“Effetti pesanti”
Il PPD teme in particolare le conseguenze generali di queste chiusure prospettate sull’intero tessuto socioeconomico ticinese: “Le ricadute di una tale decisione sia in termini economici che sociali sarebbero deleterie per il nostro Cantone.” Evocando infine una mozione presentata a metà dicembre dai parlamentari Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni, Fiorenzo Dadò e Marco Passalia, la sezione cantonale del PPD “ribadisce la necessità di prevedere aiuti finanziari che possano compensare la contrazione del fatturato del settore.”
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