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La reazione
Aiuti alla stampa regionale, Pelli: "Una boccata d'ossigeno"
Redazione
un anno fa
Paride Pelli, direttore del Corriere del Ticino, commenta l'intesa raggiunta dal Consiglio nazionale e da quello degli Stati per aumentare gli aiuti indiretti alla stampa. "Ora speriamo che anche la Posta possa venirci incontro".

A tre anni dal no popolare alle misure in favore dei media, la stampa scritta regionale può tirare il fiato. Consiglio nazionale e degli Stati hanno infatti raggiunto un'intesa sull'aumento degli aiuti indiretti per un periodo di sette anni. Complessivamente, dal 2026, quotidiani e periodici riceveranno 35 milioni in più per coprire i costi di distribuzione. "È la dimostrazione che il problema esiste non solo tra gli editori e i giornalisti, ma inizia ad arrivare anche a Berna", spiega a Ticinonews Paride Pelli, direttore del Corriere del Ticino. "Ora potremo affrontare questi prossimi sette anni con un po' più di serenità, ma non certo con tranquillità visto il periodo storico molto complicato per i media tradizionali".

"Ora tocca anche alla Posta"

Quanto deciso dalle Camere federali è un primo passo, ma l'auspicio di Pelli "è che ora anche la Posta possa dare un aiuto, distribuendo nuovamente i giornali a un orario consono per quella che è la loro lettura, quindi il mattino". Insomma, secondo il direttore del Corriere del Ticino, "il Gigante giallo deve tornare a fare un servizio pubblico e non perseguire esclusivamente dei discorsi finanziari".

"Un momento difficile"

Il dossier, pronto per le votazioni finali, ha visto un Parlamento in buona parte compatto nel sostenere la stampa, sebbene con una destra un po’ più restia ad aumentare gli importi in un periodo finanziariamente delicato per tutti. "Sappiamo che il periodo storico è complicato ed è difficile erogare dei sussidi. Però voglio sottolineare come il settore dell'informazione non possa essere trattato come un altro ambito, soprattutto in un momento delicato anche a livello di notizie, con le fake news e le difficoltà nel percepire quanto sta succedendo nel mondo. Quello dato dalla politica è un segnale ben augurante", conclude Pelli.