
L’annuncio è stato pubblicato sabato mattina. Una foto della vittima (il 41enne custode del centro scolastico ai Ronchini ucciso giovedì scorso) e un appello per offrire un aiuto «concreto» ai suoi figli. “Vi ringraziamo in anticipo per qualsiasi offerta, anche piccola, che sicuramente sarà estremamente apprezzata e significativa”, si leggeva nel messaggio pubblicato dalla neonata “Associazione degli amici della famiglia della vittima”. Un annuncio che è stato condiviso migliaia di volte sui social e il Cantone ha risposto presente, ci spiega Victoria, una delle socie fondatrici. “Oggi abbiamo scoperto che sono arrivate diverse migliaia di franchi e siamo rimasti sorpresi da tanta generosità".
L’associazione costituita in una notte
Victoria, assieme a Luca, Elisabeth e il sindaco di Maggia Andrea Sartori, sono i volti che stanno dietro a quest’iniziativa di solidarietà, nata il giorno dopo la tragedia. “La nostra preoccupazione come padri di famiglia era il futuro di questi tre ragazzi”, ci racconta Luca. “Mia moglie e un paio di altre amiche si sono riunite e discusso come poter raccogliere dei fondi per andare in loro aiuto. In un lampo abbiamo costituito un'associazione, approvando uno statuto. Con l'aiuto del sindaco di Maggia, abbiamo creato simultaneamente un conto bancario. In una sera abbiamo creato tutto”. Per statuto “lo scopo dell’associazione è quello di promuovere il sostegno in qualunque forma ai famigliari della vittima, in particolare ai 3 figli rimasti orfani”. E lo slancio di generosità, come detto, sta arrivando da ogni parte del cantone. "Faremo passare qualche giorno, ora è un momento di cordoglio”, spiega ancora Luca. “Manderemo sicuramente una lettera a tutti per ringraziarli e chiederemo di partecipare all'associazione, che durerà negli anni".
A scuola la vita continua
Intanto, oggi, al centro scolastico dei Ronchini è iniziata una nuova settimana. Nella sede erano presenti i membri dell’Antenna eventi traumatogeni per monitorare e accogliere eventuali bisogni di allievi e personale scolastico. Per quanto possibile si cerca di tornare alla normalità senza cancellare il ricordo. Qualcuno l’ha voluto imprimere su un muro: un graffito proprio all’entrata della scuola, con la scritta “Forin” per non dimenticare.

