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Ticino
AITI: "No agli aumenti salariali generalizzati"
Redazione
16 anni fa
È questo l’orientamento dell’AITI in vista delle trattative salariali di fine anno

Nessun aumento salariale generalizzato per il settore dell’industria, ma aumenti riconosciuti singolarmente dalle imprese in base al merito dei collaboratori. È questo l’orientamento dell’AITI in vista delle trattative salariali di fine anno. Sul settore dell’industria ticinese l’ombra della crisi non è del tutto scomparsa. Nonostante il 2010 abbia fatto registrare una timida ripresa, le più recenti previsioni congiunturali indicano un rallentamento dell’economia nel corso del 2011. È in questo contesto di sfiducia che l’associazione delle industrie ticinesi inserisce la sua presa di posizione riguardo alla questione delle trattative salariali di fine anno. Le imprese ticinesi stanno ancora accusando la crisi congiunturale del 2009 – si legge su una nota stampa - crisi che ha segnato profondamente il volto dell’industria ticinese, confrontata con un crollo degli ordinativi e un franco sempre meno attrattivo. “In un simile contesto appare del tutto fuori luogo parlare di aumenti salariali generalizzati, afferma l’AITI. Secondo l’associazione delle industrie ticinesi è quindi legittimo orientarsi verso un riconoscimento dell’aumento in base allo stato di salute di ogni singola azienda, e in base al merito dei suoi collaboratori. Insomma, un aumento generalizzato per tutto il settore dell’industria, come richiesto da alcune forze sindacali, per l’AITI non è attuabile. “È necessario evitare ogni forma di automatismo, si legge ancora sul comunicato, preferendo invece il principio del merito personale commisurato alle prospettive della singola impresa. [email protected]

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